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La riduzione del Parco Colli: "Cinghiali come pretesto"

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Lasciateci Respirare:

Si affaccia sulla cronaca della Bassa padovana l'ennesima "gatta da pelare". Ancora caldo il problema dei Css di Monselice con la sospensione dell'iter di approvazione ecco arrivare un'altra mazzata, quella del ridimensionamento dell'area protetta del parco Colli Euganei.

La proposta targata Berlato, consigliere regionale, e poi condivisa da altri 3 colleghi tra cui Finco, Barison, Rizzotto, ovvero la compagine di maggioranza al governo del Veneto, si propone di ridurre il Parco ad una sembianza del medesimo mantenendo solo le cime dei colli come zona protetta mentre tutto il resto diverrebbe terra di conquista per autorizzazioni di ogni genere, cemento, cave, caccia, ecc… e, come se non bastasse, guarda il caso… un provvidenziale assist per tutte le aziende insalubri incluso il cementificio che potrebbe by-passare le prescrizioni ora emerse contro i Css a causa appunto delle proibizioni imposte dal regolamento del Parco Colli Regionale.

Tutto casuale? Assolutamente no, ribattono i contrari ad una proposta tanto assurda quanto distruttiva di una zona di pregio che raccoglie tutta una serie di prodotti, bellezze, eccellenze e marchi. Il Fronte del NO asserisce che il pretesto dei cinghiali è un comodo strumento per speculazioni che nulla attengono al problema dei cinghiali, ma che molto gioverebbe a disegni speculativi di interesse e di altro genere. Quindi i cinghiali sarebbero solo un opportuno pretesto per aprire altri scenari sebbene sia innegabile che quegli animali oramai allo sbando e senza un controllo stanno causando molti problemi tra cui distruzione di intere colture all'interno del Parco e non solo.

Tuttavia dalle opposizioni arrivano dichiarazioni controverse che parlano di "fenomeno pilotato" per avviare lo smantellamento del Parco, infatti da più di un anno gli stanziamenti per controllare il parco ed in particolare i cinghiali sono stati omessi lasciando quindi che il fenomeno si ampliasse a dismisura con gli effetti drammatici che la cronaca ci consegna quotidianamente.

Nel Consiglio straordinario indetto mercoledi 7 dicembre a Monselice dal sindaco Lunghi e rivolto a tutti i sindaci del comprensorio del Parco per ragionare sulla proposta Berlato gli stessi primi cittadini si sono detti nettamente contrari alla ipotesi di smantellare o ridimensionare il parco Colli sebbene una prima dichiarazione di Berlato ne avesse diversamente asserito l'adesione.

Il fronte del No comunque viaggia spedito e già molte iniziative sono già state attivate come a Torreglia che ha visto qualche centinaio di cittadini protestare contro la proposta di legge Berlato, mentre altre sono in previsione nei prossimi giorni. La polemica quindi va avanti e si prevedono certamente altri colpi di scena.

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