Città intelligenti, Padova 20esima nello Smart City Index

Le città italiane stanno cercando la loro strada verso la Smart City. Between, per comprendere meglio l'evoluzione di questo percorso che molte città hanno intrapreso o stanno per intraprendere, ha creato lo Smart City Index, uno strumento che misura il livello di "Smartness" delle città italiane

Alcune delle più importanti città del mondo, per far fronte agli innumerevoli problemi ambientali, hanno cambiato il loro modo di approcciarsi all’ambiente, in un’ottica più sostenibile. E in Italia? Le nostre città sono davvero Smart? Secondo il Rapporto “Smart City Index” di Between sembrerebbe proprio di si. O quantomeno sembrerebbe che l’Italia stia percorrendo questo percorso comune verso la creazione di città intelligenti. Ognuna con i suoi tempi e con i propri strumenti. Between, per comprendere meglio l’evoluzione di questo percorso che molte città hanno intrapreso o stanno per intraprendere, ha creato lo Smart City Index, uno strumento che misura il livello di “Smartness” delle città italiane.

Come si legge nel Rapporto: «lo Smart City Index vuole essere un contributo allo sviluppo delle Smart Cities in Italia, che sta avvenendo in modo lento e disomogeneo. Tutti i soggetti locali (sia i Comuni, sia gli altri stakeholders locali coinvolti nei progetti di Smart City) stanno percorrendo le curve di apprendimento in modo indipendente e senza sfruttare le esperienze delle altre città. È necessario rispettare le diverse realtà, ma è importante anche non perdere tempo e risorse e costruire una comune curva di esperienza. Diviene quindi importante identificare le best practice, al fine di ricavare i modelli percorribili, più adatti ad ogni tipologia di città e di situazione locale. Ma senza una metrica condivisa, la rilevazione delle best practice è arbitraria, e dunque difficile. È per questo motivo che è nato lo Smart City Index».

Il progetto, ormai giunto alla sua decima edizione, ha classificato 116 Capoluoghi italiani “primari” (individuati dall’ISTAT), analizzati in materia di servizi digitali e sviluppo sostenibile utilizzando oltre 150 indicatori e 9 aree tematiche: Broad Band, reti wi-fi, fibra ottica e servizi Mobile; Smart Health, sanità elettronica, multimediale e servizi web; Smart Education, scuola digitale e servizi multimediali; Smart Mobility, nel trasporto pubblico e privato; Smart Government, pagamenti elettronici, open data e servizi online; Mobilità Alternativa, auto elettriche, car sharing e car pooling, piste ciclabili; Efficienza Energetica, smart building e smart lighting; Risorse Naturali, gestione rifiuti, qualità dell’aria e risparmio idrico; Energie Rinnovabili, fotovoltaico, idroelettrico ed eolico.

La città di Padova si colloca al 20 posto in questa classifica, una posizione di tutto rispetto per il comune veneto che anzi risulta alla terza posizione nella sua regione. I punti di forza sono broadband, smart mobility, smart governement, mobilità alternativa, efficienza energetica e energie rinnovabili. Le aree dove il comune è un po’ carente sono, invece, le energie rinnovabili, smart education e smart health. Per quanto riguarda la mobilità alternativa non va dimenticato che la provincia veneta detiene un importante primato: secondo l’indagine dell’Istat “mobilità urbana 2011” tra i 99 comuni capoluoghi dotati di piste ciclabili, quelli che presentano le maggiori densità infrastrutturali sono tutti localizzati al nord. Secondo l’Istat la città di Padova è quella con maggior densità di piste ciclabili (164,8).


Non a caso Il Comune nel 2010 ha messo al centro delle sue politiche quello di un piano per la ciclabilità istituendo il “Bici Masterplan 2010-2015”. Con questo piano quinquennale il comune ha voluto creare le condizioni perché la bicicletta ritornasse ad essere, nella città, il mezzo di trasporto più semplice, veloce, economico, restituendole lo spazio e la dignità che le compete. La bicicletta, infatti, è riconosciuta come unico veicolo veramente a misura d’uomo: costa poco, usa energie rinnovabili, non inquina, occupa poco spazio, si parcheggia con facilità, richiede poca manutenzione, è facile da usare. L’obiettivo finale non è solo costruire ovunque piste ciclabili, ma rendere ciclabili tutte le strade urbane, rendendole sicure per i ciclisti fino a ridurre a zero gli incidenti, che oggi si verificano con la media di uno al giorno.

Altro dato degno di nota che esce dal report è quello che riguarda il rapporto tra qualità della vita e Smart city. Come si legge nel Rapporto 2013 «il Sole 24 Ore pubblica ogni anno la classifica dell’indice della Qualità della Vita. Sono state messe a confronto e correlate le due classifiche: da un lato lo Smart City Index, dall’altro la classifica dell’indice di della Qualità della Vita. Fra alcune città esiste una correlazione tra i due fenomeni»: Padova fa parte di quelle città smart e vivibili. Un altro traguardo importante per la città!

 Ma ottimi risultati li hanno ottenuti moltissime città del nord e in modo particolare in Lombardia dove a fare la voce grossa sono state anche le piccole realtà territoriali. Come si legge nel Report «In generale le città del Nord si concentrano prevalentemente nella parte alta del ranking e quelle del Sud e Isole occupano la parte bassa, risultando predominanti nelle retrovie della classifica. Le città del Centro si distribuiscono più uniformemente».

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