Un tifo sfegatato per una vera campionessa: Veggiano e Saccolongo uniti per Veronica Paccagnella

La bravissima ginnasta, affetta dalla sindrome di Down, parteciperà ai Campionati Mondiali Special Olympics di Abu Dhabi: i due Comuni hanno appeso uno striscione per incitarla in vista di questa splendida avventura

Veronica Paccagnella

Lei è Veronica Paccagnella, ha 17 anni, vive a Trambacche ed è una ginnasta. Anzi, una bravissima ginnasta. Talmente brava da meritarsi la convocazioni ai Campionati Mondiali Special Olympics, che si terranno dal 14 al 21 marzo ad Abu Dhabi. E a tifarla ci saranno due interi Comuni.

Gli striscioni

“Saccolongo e Veggiano sono con te”: il doppio striscione - con tanto di splendide foto dell'atleta - è stato appeso sulla facciata principale del centro culturale di Saccolongo (paese in cui ha frequentato le scuole) e lungo la Strada Regionale 11 all'ingresso di Veggiano, territorio in cui vive con la famiglia. Siamo sicuri, però, che il tifo arriverà da tutta Padova: campionessa italiana sia nella trave che nel corpo libero di primo livello, Veronica Paccagnella ha la sindrome di Down e all'età di due anni e mezzo ha dovuto combattere contro la leucemia miloide acuta, vincendo la battaglia.

Striscione Veronica Paccagnella-2

L'inno alla vita

Sul sito di Special Olympics c'è un'intera pagina dedicata a lei, con Veronica che parla in prima persona di tutta la sua vita. Vi “regaliamo” il primo paragrafo, invitandovi però ad andare poi a leggere a questo link la sua autentica lezione di vita: “Mi chiamo Veronica Paccagnella e vivo in provincia di Padova. Amo la matematica, il colore arancione e ho una vera passione per il pane e per la pizza, mentre detesto i cerotti, il buio e gli insetti. Prediligo il rapporto “uno a uno”, piuttosto che quello di gruppo, ma in questo lo sport e l’esperienza con la mia squadra di ginnastica, lo Special Team di Special Olympics, mi ha aiutato tantissimo: con loro sto bene, non ho difficoltà a stare tutti insieme e mi sento davvero tra amici. Durante gli allenamenti si lavora molto, ma si ride e si scherza insieme e se qualcuno è in difficoltà sono sempre pronta a dare una mano. Come disse quel giorno il mio genetista, la mia non è una malattia, ma una condizione genetica, questo me l’ha insegnato la mamma quando io ho cominciato a dirle di essere “ammalata di sindrome di Down”. Ho imparato che io posso, magari con più fatica di altri, raggiungere grandi risultati: oggi sono una ragazza serena, sorridente e più che mai attaccata alla vita”. L'ultima frase? “Abu Dhabi, sto arrivando”. E noi, col cuore, saremo lì con te.

Veronica Paccagnella 2-2-2

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