La nazionale italiana di salto con l'asta a lezione di apnea a Y40

Ha trascorso una settimana all’Hotel Terme Millepini la squadra nazionale italiana di salto con l’asta FIDAL, durante il periodo di allenamento al Palaindoor di Padova.

Ha trascorso una settimana all’Hotel Terme Millepini a Montegrotto Terme, la squadra nazionale italiana di salto con l’asta FIDAL, durante il periodo di allenamento al Palaindoor di Padova. Con l’occasione i saltatori con l’asta azzurri Matteo Capello, Max Mandusic, Andrea Marin, Alessandro Sinno, sono stati in visita a Y-40 The Deep Joy, per immergersi nella piscina più profonda del mondo e vivere una prima esperienza in apnea in acqua termale. Assieme a loro c’erano anche le atlete Roberta Bruni e Rebecca De Martin.

La leggenda

Coordinati dall’Advisor del settore salto con l'asta Andrea Giannini e con il supporto del tecnico di casa Giorgio Piantella, gli atleti in una pausa tra un allenamento e un altro hanno spostato il loro focus dal volteggiare in aria oltre i 5 metri allo scendere in acqua oltre i -10 metri, scoprendo una nuova dimensione, quella apneistica, particolarmente interessante sia per il rilassamento in acqua termale che per l’allenamento alla respirazione in maniera consapevole. «I ragazzi hanno conosciuto la leggenda dell’apnea, Umberto Pelizzari, e durante la sessione in acqua si sono appassionati a tal punto da volersi immergere nuovamente, questa volta con l’attrezzatura loro: un’asta di circa 5 metri decisamente poco convenzionale all’interno di una struttura subacquea - ha spiegato Marco Mardollo, direttore tecnico di Y-40 The Deep Joy. – Si sono così immedesimati in un salto con l’asta dalle piattaforme di -5 e -6 metri, scavalcando il tunnel trasparente che attraversa la piscina e lanciandosi nel pozzo che scende alla profondità da Guinness di -42,15 metri».

Gli atleti

«È stato un allenamento certamente fuori dal comune – hanno spiegato gli atleti – in cui l’elemento aria è stato completamente sostituito dall’acqua che ha rallentato ogni nostro movimento, consentendoci di analizzare il modo in cui ci muoviamo in volo in maniera diversa e con tempi più lunghi. Fondamentale, poi, e davvero illuminante realizzare l’importanza dei tempi di respirazione attraverso la totale assenza della stessa».

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