A 20 km/h sott'acqua, per beneficenza: a Y-40 The Deep Joy il primo "Sea Shepherd Trophy"

Spiega Andrea Morello, presidente di Sea Shepherd Italia: «Questa gara ci permetterà, grazie alle donazioni di partecipanti e partner, di mantenere le nostre navi per 12 giorni in attività nel Mediterraneo in difesa e conversazione delle vite che lo abitano»

Umberto Pelizzari durante il Sea Shepherd Trophy

Un gioco di velocità, di apnea e di charity: questo è stato Sea Shepherd Trophy. Nella piscina più profonda del mondo, Y-40 The Deep Joy a Montegrotto Terme, si è tenuta la prima edizione della competizione subacquea più veloce del mondo a bordo di Seabob, lo scooter che raggiunge i 20 km/h sott’acqua.

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La sfida

A gareggiare, tanti numeri uno dell’acqua, dello sport e dello spettacolo allo scopo di aiutare Sea Shepherd, l’organizzazione senza scopo di lucro che da oltre 40 anni usa tattiche di azione diretta e di informazione per proteggere la vita marina, aumentando la consapevolezza di problemi come la pesca illegale, la caccia alle balene, alle orche e alle foche, l’inquinamento da plastica. A vincere è stato il team "HOLY The Wellness Drink" composto dalla campionessa di tennis Mara Santangelo, dal recordman dell’apnea Umberto Pelizzari, dal campione multi-motorsport Gian Maria Gabbiani, dal vicecampione del mondo di apnea, il croato Samo Jeranko, dal giornalista Andrea Salvati e dagli appassionati di apnea Roberta Bellesia, Nico Cardin, Luca Mattonai e Matteo Oreffice. Seconda classificata la squadra di "Mete Subacque" e terza "Athena Sportech". Nella finalina si è qualificata al primo posto la squadra di "G-Shock", al secondo "Pavin Caffè", al terzo "Capitano Kooper".

2019.10.31- 1o Sea Shepherd Trophy - Antonio Mogavero risale da -40 metri-2

Il premio

Andrea Morello, presidente di Sea Shepherd Italia, ha dichiarato: «Questa gara ci permetterà, grazie alle donazioni di partecipanti e partner, di mantenere le nostre navi per 12 giorni in attività nel Mediterraneo in difesa e conversazione delle vite che lo abitano e porteremo giustizia nei luoghi in cui non riesce ad arrivare, in collaborazione con la Guardia di Finanza e con la Guardia Costiera. Anche in Italia c’è bisogno di una delle 13 navi di Sea Shepherd, con l’operazione Siracusa che dopo 6 anni di attività difende l’Area Marina Protetta contro le reti spadare illegali per salvare cernie, squali e pesci spada».

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