Grande successo dello stage della campionessa Rika Usami a Sant'Angelo di Piove

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Davanti a 150 atleti e atlete provenienti da tutta Italia e da numerosi paesi europei, la campionessa del Mondo di Kata, Rika Usami, ha tenuto due giorni intensi di stage-allenamento, portando a Padova un karate che definire “stellare” è davvero poco. Ambasciatrice nel mondo di questa bellissima disciplina sportiva, in vista delle Olimpiadi del 2020 in Giappone, dove per la prima volta il karate (kata e kumitè) farà bella mostra di sé, Rika Usami ha mostrato a tutti quanto la disciplina, l'umiltà, la costanza possono significare per un atleta.

E' vero che c'è la questione del dna e con la genetica non si scherza. Rika Usami è inimitabile e spesso quello che per molti è “fatica” per lei è solo una passeggiata.

Ma anche la tradizione italiana del karate non scherza e per la cronaca Sara Cardin, nel kumitè, regina del mondo lo è già. Sara Cardin è stata gradita ospite della kermesse, dimostrando che anche nell'aspetto più “pratico” del karatè, la grazia e l'armonia la fanno da padrone.

Sabato 5 e domenica 6 dicembre a Sant'Angelo di Piove di Sacco c'erano proprio tutti i migliori: ad iniziare dalle nazionali femminili seniores e giovanile, accompagnate dall'allenatrice Tiziana Costa e dalla collaboratrice tecnica Daniela Benettoni; campioni e campionesse italiane di categoria (Giulia Sartoris; Carolina Amato; Viviana Bottaro; Sara Battaglia; Michela Pezzetti; Lisa Pivi; Carola Casale; Nicholas Biasiolo; squadra giovanile maschile del Karate-do Noventa, Gacic-Borgato-Brescia).

Era presente anche il gruppo della Polizia di Stato guidato da Cinzia Colaiacomo, Presidente del Comitato Regionale del Lazio. Molto apprezzata e gradita è stata anche la presenza di campioni e campionesse europee (dalla Lettonia all'Inghilterra, all'Irlanda, alla Spagna, alla Francia, alla Slovacchia e all'Ungheria); di tecnici e arbitri nazionali e internazionali.

Tutti assieme, fianco a fianco, ad ascoltare questa stella venuta da lontano, per cercare di assimilare il più possibile una lezione che resterà per sempre nei cuori di ognuno.

Ma tra una tecnica e l'altra, tra un “tomari bassai” e un “chatanyara kushanku, tra un kiai e quello successivo, alla fine dopo due giorni di lavoro intenso con Rika Usami quello che resterà nel cuore di tutti i partecipanti sarà soprattutto la sua dolcezza, la sua umiltà, lo sguardo di chi è consapevole di essere l'unica nel mondo, una regina d'altri tempi; ma che è pur sempre lo sguardo di chi ha la certezza di dover trasmettere agli altri, ai più giovani, un sapere antico.

Con umiltà, generosità e grande pazienza.

E poi c'erano tantissimi giovani atleti che hanno avuto il grande onore di allenarsi a fianco dei grandi, sotto la guida attenta della più grande di tutti. Indiscutibile e impagabile la lezione di Rika: tecnica, rapidità, forza fisica e mentale, armonia, ed è forse difficile trovare la parola giusta per esprimere quello che Rika stessa ha fatto vedere. Forse non tutti gli atleti e le atlete presenti ce la faranno a mettere al collo la medaglia più prestigiosa, a calcare i tatami che contano, ma se c'è un insegnamento che resterà probabilmente il più importante: quello di uno sport, come il karate, che unisce mondi lontani, tradizioni diverse, una filosofia di vita destinata ad oltrepassare gli stretti confini del tatami.

Un discorso a parte merita la gestione organizzativa dell'evento: impeccabile e superba la regia del Karate-do Noventa Leccese Team, con Giovanni e Giuseppe Leccese infaticabili in tutte le fasi dell'evento, dentro e fuori il Palazzetto e dell'Inoue-ha Shito Ryu Italia del Maestro Francesco Favaron, associazione che ha saputo ancora una volta esportare nel nostro paese lo stile Shito Ryu, secondo la particolare interpretazione e applicazione del compianto Maestro Inoue Yoshimi.

Tanto di cappello.

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