Un nuovo “mini drago” per far gareggiare e allenare le Donne in rosa: è festa alla Canottieri

"Dragon Boat U.G.O. - Unite gareggiamo ovunque", è questo il nome della squadra patavina che ora avrà a disposizione una tipica barca con la testa e la coda di dragone. Il "draghino" sarà varato sabato 30 marzo, alle 11, in via Polveriera 3/g

È stata una vera e propria gara di solidarietà quella che ha permesso alla squadra di Dragon Boat U.G.O. – Unite Gareggiamo Ovunque, di acquistare un “draghino” sul quale allenarsi e gareggiare, appunto, ovunque. La tipica barca con la testa e la coda di dragone, da dieci posti più un timoniere e un tamburino, sarà varata sabato 30 marzo, alle 11, alla Canottieri Padova, in Via Polveriera 3/g.

Nedda, il nome dell’imbarcazione

Il “mini drago” (nelle imbarcazioni standard c’è posto per venti pagaiatori) si chiamerà Nedda, dal nome di una delle fondatrici della squadra, una figura che con la sua simpatia e umanità ha lasciato una traccia indelebile non solo nel cuore delle compagne, ma anche dei suoi allievi e di tutti coloro che l’hanno conosciuta. Tanto che i ragazzi della scuola secondaria di primo grado di Ponte San Nicolò, grazie al sostegno del Comune che ha permesso loro di gestire un banchetto al mercato locale, hanno organizzato una vendita delle ceramiche fatte con Nedda Bonon e altri oggetti, per raccogliere fondi a sostegno del progetto. Altre donazioni, sempre da privati e da piccole e medie attività, sono arrivate grazie all’interessamento della famiglia e all’impegno di tutte le componenti della squadra.

La cerimoni a di presentazione

Alla cerimonia parteciperanno anche alcuni studenti e insegnanti della scuola di Nedda Bonon e, tra gli altri, il vice sindaco di Padova Arturo Lorenzoni, l’assessore comunale allo sport Diego Bonavina, il sindaco di Ponte San Nicolò Enrico Rinuncini, il vice rettore delegato allo sport dell’Università di Padova Antonio Poli, oltre alle rappresentanti di alcune squadre di donne in rosa italiane. Dopo i saluti e una breve spiegazione del dragon boat, don Giovanni Brusegan impartirà la benedizione e si procederà al varo con la rottura simbolica della bottiglia.

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La squadra

La squadra nasce nel giugno del 2015 per iniziativa di un gruppetto di donne operate al seno. Dal breve progetto pilota nato alla Breat Unit dello Iov, questo primo nucleo, allargatosi grazie al passa parola, entra a far parte dell’ARCS, Associazione ricreativa, culturale, sportiva dell’Università di Padova, appoggiandosi alla Canottieri per le attrezzature e gli allenatori, grazie anche all’interessamento di Rossano Galtarossa. Nella nuova avventura entrano a far parte una quindicina di donne, riconosciute idonee alla visita fisiatrica, che, fin dall’inizio, hanno riscontrato gli importanti benefici di questa attività sportiva e hanno deciso di promuoverla affinché tutte le donne che hanno avuto la loro esperienza possano conoscere il dragon boat e sperimentarlo. Attualmente sono oltre una trentina – anche se contano di crescere – e si allenano due volte alla settimana (martedì e venerdì dalle 18 alle 19) alla Canottieri Padova sotto la guida di Michele Galantucci, atleta agonista nonché campione nazionale di dragon boat. Il nome U.G.O. è nato per caso e si è imposto da sé perché rispecchia il carattere scanzonato e non convenzionale di queste donne straordinarie, sempre pronte allo scherzo e all’allegria.

Il dragon boat

Facciamo un passo indietro. Il dragon boat nasce nel 1996 da un gruppo di medici guidati dal dottor Don McKenzie, nel centro di medicina sportiva dell’università della Columbia Britannica in Canada. Il suo scopo era quello di confutare la teoria secondo cui le donne operate al seno non dovessero praticare attività sportive ripetitive che coinvolgessero la parte superiore del corpo per evitare il rischio di linfedema. Per provare la sua teoria, McKenzie e il suo staff allenarono al dragon boat 24 donne che avevano subito un intervento al seno. La ricerca dimostrò che il movimento ritmico della pagaiata era una sorta di linfodrenaggio naturale. Da vent’anni, la disciplina del Dragon Boat costituisce una forma di riabilitazione che conta ormai decine di migliaia di donne e di uomini operati in tutto il mondo per un totale di oltre 180 squadre di cui oltre 20 italiane.

Di pagaiata in pagaiata

L’attività delle Donne in rosa a livello internazionale è regolata dall’International Breast Cancer Paddler’s Commission (IBCPC) che ogni quattro anni organizza l’IBCPC Dragon Boat Festival, evento internazionale partecipativo, rivolto a squadre di donne operate al seno, che svolgono la pratica del Dragon Boat come attività riabilitativa post-operatoria. Per la prima volta, lo scorso anno, l’IBCPC Dragon Boat Festival si è svolto in Europa, e precisamente a Firenze, dove le nostre UGO si sono fatte onore, classificandosi al 17 posto, uniche europee assieme alle fiorentine entro le prime 20, su un totale di 125 squadre provenienti da tutti e 5 i continenti.

Le UGO a Padova

Ma la prima “scesa in campo” delle UGO, già sotto la guida della capitana Cristina Vaccario, non poteva che avvenire lungo le rive del Piovego, e precisamente in un luogo simbolico per la storia di Padova città d’acque come il Portello. Nel 2016 partecipano al primo Trofeo Dragon Porteo, al quale poi non sono mai mancate. Nel 2017 si sono classificate prime nella categoria delle Donne in Rosa. La giornata, dedicata allo sport e all’aggregazione, è stata animata da ben 8 squadre di donne. La squadra si fa conoscere per il suo impegno e per la sua carica di vitalità e simpatia e l’anno successivo conquista il terzo posto alla Dragonboat Cup a Vienna, dove si confronta con altri 5 equipaggi di Donne in Rosa. Lo scorso gennaio ha accumulato ben tre vittorie, relative a tutte le gare della categoria Donne in Rosa, scivolando sul lago ghiacciato delle Buse, nell’altopiano di Piné, in Trentino, per la prima edizione di Ice Dragon Series, una sfida tra queste imbarcazioni che per l’occasione sono state dotate di due grossi “pattini”. A marzo hanno partecipato al Dragon Boat woman fest di Toscolano Maderno. Prossima tappa a Barcellona, a metà maggio.

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