Basso Isonzo, il professor De Marchi: «Il futuro non va previsto ma va costruito. Costruiamolo verde»

Cita il pedagogista brasiliano, Massimo De Marchi, docente del Dipartimento ICEA dell'Università di Padova: «Bisogna cambiare approccio, uscire da vecchie logiche e pensare che un'area verde ha un grande valore anche economico e va tutelata»

In tantissimi hanno partecipato in via Bainsizza all’assemblea pubblica indetta per discutere del destino di un’area di proprietà di Ira, ente pubblico che ci vorrebbe fare delle unità abitative, delle bifamiliari precisamente. Il progetto non piace a nessuno, sembra, fatto sta che secondo logiche spesso incomprensibili ma regolamentate dalla legge, passa ancora una volta il principio che un pezzo di terra ha un valore enorme se sopra ci si può costruire.  Tra questi circa trecento cittadini che si sono ritrovati a discutere dei destini del parco c’è anche il professor Massimo De Marchi, docente del Dipartimento ICEA dell'Università di Padova. Lui e la sua equipe mappano il territorio dall’alto, utilizzando droni e immagini satellitari. 

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«Un sacco di persone - spiega il professore - sono qui e molte neppure ci abitano in questo quartiere ma questo ci dice che c’è grande interesse da parte di tutti di voler salvare questo triangolo di verde in mezzo all’abitato. Il futuro non va previsto ma va costruito. Costruiamolo verde». Con i vostri strumenti, soprattutto con di droni, dall’alto avete un chiaro quadro della situazione: «Sono tanti agli aspetti, non solo quanto suolo viene eroso al verde ogni anno. Pensiamo per esempio alle isole di calore che si formano sopra alle città e quando poi spendiamo per raffreddare. Un esempio semplice che ci spiega che è sempre meglio far fare il suo lavoro alla natura. Bisogna cambiare approccio, uscire da vecchie logiche e pensare che un'area verde ha un grande valore anche economico e va tutelata». 

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