Martedì, 21 Settembre 2021
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Accademici e diritti umani: al Bo per la libertà di Patrick Zaki e del professor Ahmadreza Djalali

Mercoledì 23 giugno, dalle 10.30 alle 16.00, il Cortile Antico di Palazzo Bo ospita Student Advocacy Day dedicato ai temi di libertà accademica e di espressione, declinati nei due casi presi in considerazione dagli studenti e studentesse: il ricercatore Patrick George Zaki e il professor Ahmadreza Djalali

Mercoledì 23 giugno, dalle 10.30 alle 16.00, il Cortile Antico di Palazzo Bo ha ospitato Student Advocacy Day, co-organizzato da Udu Padova con il fondamentale contributo di S.A.R Italia. S.A.R. (Scholars at Risk) è una rete internazionale di università fondata nel 1999 presso l’Università di Chicago, attualmente con sede a New York, per promuovere la libertà accademica e proteggere studiosi e studiose in pericolo di vita o il cui lavoro è severamente compromesso. SAR comprende attualmente 450 università in 40 paesi. Quello di mercoledì si è trattato di un evento dedicato ai temi di libertà accademica e di espressione, declinati nei due casi presi in considerazione dagli studenti e studentesse che quest’anno hanno seguito lo Student Advocacy Seminar promosso da SAR presso il nostro Ateneo: Patrick George Zaki e Ahmadreza Djalali. 

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Il 7 febbraio 2020 Patrick Zaki, studente egiziano dell'Università di Bologna, è stato arrestato all'aeroporto internazionale del Cairo. Da più di un anno è detenuto dal regime del suo Paese per propaganda sovversiva. Nel corso della sua prigionia in tanti si sono mobilitati per chiedere al governo egiziano la scarcerazione dell'attivista che da poco ha compiuto trent'anni. Se della triste vicenda di Patrick Zaki qualcosa si sa, soprattutto grazie alle mobilitazioni messe in atto dal momento del suo arresto, della vicenda del professor Djalali forse non tutti sono a conoscenza. Djalali è un ricercatore esperto di Medicina dei disastri e assistenza umanitaria, in passato docente presso l’Università del Piemonte Orientale di Novara: è stato arrestato mentre si trovava in Iran per partecipare a una serie di seminari nelle università di Teheran e Shiraz. Condannato a morte per spionaggio e alto tradimento, dal 2016 Djalali è richiuso nella famigerata prigione di Evin, alle porte di Teheran e da allora non vede né la moglie né i figli. 

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Ha portato il saluto dell'Univeristà il prorettore Sandro Paccagnella mentre l'assessora Francesca Benciolini è intervenuta in rappresentanza del Comune di Padova. Quello dei diritti umani è un tema molto sentito. Anche la neo rettrice, la professoressa Daniela Mapelli, in campagna elettorale, ha fatto due appelli pubblici per la liberazione di Zaki. «Rinnovo l'invito a firmare l'appello per la libertà di Zaki (https://www.amnesty.it/appelli/liberta-per-patrick/). L'ingiustizia che sta subendo così, almeno, trova spazio - aveva sottolineato la futura rettrice dopo l'ultima conferma della detenzione - nei media di tutto il mondo. Ma non è l'unica situazione del genere: l'Università degli Studi di Padova fa parte di Scholars at Risk, una rete internazionale nata per promuovere la libertà accademica e proteggere studiosi e studiose in pericolo di vita o il cui lavoro è severamente compromesso». Ovviamente anche la professoressa Mapelli ha firmato l'appello. 

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