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Attualità Trebaseleghe / Via Malcanton

«Le accuse di riduzione in schiavitù non si patteggiano. Dal Prefetto ci aspettavamo altro»

Manifestazione a Trebaseleghe indetta da Adl Cobas e Fiom. In circa trecento hanno sfilato dalla sede di Grafica Veneta fino a sotto il municipio. «Si scordano tutti che l'inchiesta nasce per perseguire il reato di riduzione in schiavitù». Sulla trattativa: «Il prefetto ci aveva rassicurati ma non lo abbiamo più sentito»

«Hanno tutti fretta che questa storia finisca nel dimenticatoio, ma non scordiamo che le accuse con cui è partita l’inchiesta parlano di riduzione in schiavitù, non certo una questione da poco». Si chiude così, con queste parole, inequivocabili, di Antonio Silvestri, segretario generale Fiom Veneto, la manifestazione di oggi 16 novembre a Trebaseleghe. E per non farsi mancare nulla, un altro carico lo butta Gianni Boetto, di Adl Cobas che ricorda come, «dopo l’ultimo incontro avuto in settembre in Prefettura, con le assicurazioni del prefetto Grassi circa il fatto che il confronto con l’azienda non si sarebbe interrotto. Invece a noi, non ci ha chiamato più nessuno. Sono le istituzioni per prime che stanno dimostrando quanta voglia ci sia di andare a fondo a questa storia. Molto poca».

Siamo alla chiusura della manifestazione/presidio indetta da Adl Cobas e Fiom di fronte ai cancelli di Grafica Veneta che poi è diventato un corteo che si è concluso sotto il Municipio. E' qui che si sono sentite queste dichiarazioni. Non c'è nessuna intenzione di voltare pagina, da parte dei sindacati. 

Manifestazione Grafica Veneta 16 novembre 2021

Sono circa trecento i partecipanti a questo appuntamento che comincia come presidio, verso le 9.0 del mattino, per poi chiudersi appunto con un corteo fino a sotto il Municipio di Trebaseleghe. Il patteggiamento ottenuto da Grafica Veneta per i suoi due manager che sono finiti nell'inchiesta che ha appunto coinvolto anche l'azienda del manager Fabio Franceschi, ha di fatto bloccato ogni trattativa per quanto riguarda sistemazione e risarcimento di questi lavoratori, tutti di origine pakistana. Come i loro datori di lavori, quelli della cooperativa BM Service di Trento, che sono agli arresti. La società, BM service è stata invece affidata a un commissario nominato dal tribunale di Padova. Per quanto riguarda Grafica Veneta sembra invece sia una storia chiusa, sulla quale non si vuole tornare. Le dichiarazioni rese a La Stampa dal manager padovano non sono piaciute, anche per i toni da molti definiti razzisti, vanno comunque in questa direzione. Va pure detto che il manager Franceschi ha sì rilasciato un paio di interviste ma ben selezionate. C'è a chi invece Franceschi, pur manifestando disponibilità, ha sempre negato un confronto, una intervista. E' anche il caso di PadovaOggi.

I sindacati, per non far scemare l'attenzione sulla vicenda, hanno programmato una serie di appuntamenti, come quello di venerdì 26 novembre che si svolgerà a Padova al teatro don Bosco, dove saranno coinvolti autori importanti come Massimo Carlotto e Zerocalcare, tra gli altri. Dalle casse del soud system che ha accompagnato il corteo si sono sentite le voci di molti delegati e lavoratori. Tra i punti in questione anche la necessità che i comuni dove queste persone sfruttate risiedevano trovino una soluzione abitativa: «Ho visto la manifestazione arrivare in Municipio. Noi -  ci dice al telefono la prima cittadina di Trebaseleghe, la sindaca Antonella Zoggia -  siamo disponibili a qualsiasi soluzione per aiutare queste persone. Non ci siamo mai tirati indietro quando si è trattato di questo. Il problema però sta nei requisiti che queste persone non hanno. A noi non risulta siano residenti». Facciamo notare che erano costretti a decine in due apparamenti. «Erano ammassati in una abitazione illegalmente, ma noi non possiamo riconoscere diritti senza alcuni requisiti. Gli aiuti non si negano a nessuno, ma ci sono dei criteri che sono stabiliti dalla normativa e dalla legge. Non posso fare concessioni decidendo da sola, ma qui non abbiamo mai negato aiuto a nessuno. Assicuro che in questo comune l’aiuto viene fornito a tutti quanti». Però questa non è storia come altre, ne è consapevole anche la sindaca: «E’ una questione così delicata per la quale non mi permetto di intromettermi. Volontariamente non ho voluto prendere posizione, ci sono processi in corso. Quello che poi decide la magistratura è quello che vale. Sono altre le sedi dove si deve discutere di questioni di lavoro, non il nostro municipio». Il reato contestato è odioso, facciamo notare: «E’ chiaro che sono contraria allo sfruttamento e va condannato, ma conosco anche il valore delle nostre aziende che danno lavoro a tante persone. Preferisco mantenere un certo equilibrio istituzionale».

Grafica Veneta sede Trbaseleghe-2

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