Anap e Confartigianato Imprese Padova donano 3mila euro a Città della Speranza

In occasione di alcuni appuntamenti associativi, sono stati raccolti i fondi che sono stati consegnati personalmente dal Cav. Raffaele Zordanazzo e da Roberto Boschetto

Aiutare la ricerca pediatrica valorizzando, al contempo, il territorio e le sue competenze. È il significato della donazione che i pensionati dell’Anap e Confartigianato Imprese di Padova hanno voluto fare alla Fondazione Città della Speranza. Grazie alla generosità degli associati in occasione di alcuni appuntamenti associativi, sono stati raccolti ben 3mila euro che, mercoledì, sono stati consegnati personalmente dal Cav. Raffaele Zordanazzo e da Roberto Boschetto, presidenti rispettivamente dell’Anap e della Confartigianato provinciali. Ad accoglierli, in Istituto di Ricerca Pediatrica, vi erano Stefania Fochesato, past president e referente per il fundraising della Fondazione, e la prof.ssa Antonella Viola, direttrice scientifica di IRP.

Anap e Confartigianato

«Siamo stati felici di poter contribuire, con la somma raccolta nell’ambito delle attività associative di Confartigianato Imprese Padova e Anap Padova, alla realizzazione degli obiettivi della Città della Speranza – hanno osservato i due presidenti –. I fini diagnostici e terapeutici dei pazienti in età pediatrica, che la Fondazione persegue quotidianamente, sono particolarmente apprezzati dai nostri soci. Per questo, siamo lieti di poter collaborare con il nostro apporto alle pregevoli attività dell’ente». «Ringrazio gli associati di Anap e Confartigianato che, con questo contributo, hanno scelto di sostenere Città della Speranza. L’insieme di tanti piccoli gesti può fare molto per permettere ai ricercatori di individuare cure sempre più innovative per i bambini che lottano contro la malattia. È un investimento sia nel benessere dei più piccoli, sia nelle capacità di tanti giovani e brillanti ricercatori che possono lavorare in Italia», ha affermato Fochesato.

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Toppa biologica

Se mano, cuore e testa sono i tratti distintivi degli artigiani, lo sono altrettanto anche per chi fa ricerca. Di qui la visita ai laboratori, in particolare in quello di ingegneria tissutale, coordinato dalla dott.ssa Martina Piccoli, dove si sta studiando come trattare l’ernia diaframmatica congenita, una patologia che colpisce un neonato ogni 2.500 e si caratterizza per la formazione di un “buco” che, ora, si punta a riparare con una “toppa” biologica.

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