Torna a casa Andrea, il primo paziente Covid padovano guarito dopo il trattamento con il plasma

É un 50enne padovano il primo paziente dimesso dalla Ulss 6 dopo il trattamento con il plasma iperimmune. Ora, facendo eco al dottor Scibetta, invita tutti i guariti a donare

(foto: archivio)

Ha passato 31 giorni in ospedale, è stato intubato e ha attraversato una condizione di salute proibitiva. Poi è arrivata la cura sperimentale, con il plasma dei pazienti guariti. Andrea si è ripreso, è il primo a essere stato dimesso tra le persone in cura presso la Ulss 6 Euganea e vuole invitare tutti quelli che posso farlo a donare il sangue per i malati.

Il percorso di Andrea

«Devo ringraziare tutti, dal primo all'ultimo, dai medici agli addetti delle pulizie - ha raccontato il 50enne che vive in un comune della provincia -. Chi ha conosciuto questo inferno non può che lanciare un invito alla donazione: chi è nelle condizioni di farlo, doni. Con me il plasma iperimmune ha funzionato». É tornato a casa giovedì scorso dopo 31 giorni di ricovero, cominciati il 20 aprile quando, con febbre alta e difficoltà respiratorie, era arrivato al pronto soccorso di Schiavonia ed era risultato positivo al tampone. In meno di due giorni si era aggravato tanto da finire intubato in terapia intensiva e si era deciso, vista la gravità della situazione, di sottoporlo alla sperimentazione con il plasma iperimmune, quello prelevato dal sangue dei pazienti già guariti e contenente gli anticorpi al Covid. Una scelta propizia, perché Andrea è rapidamente migliorato. Il 1 maggio è uscito dalla rianimazione e successivamente è stato trasferito per l'ultima settimana di riabilitazione all'ospedale di Camposampiero per poi rientrare a casa accolto con enorme affetto da tutti i vicini.

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Una terapia promettente

La cura col plasma è promettente, almeno come trattamento bridge (di passaggio ndr) fino all’avvento del vaccino - spiega il direttore della terapia intensiva di Schiavonia, dottor Fabio Baratto -. Le dinamiche sono allo studio, ma nella maggior parte dei pazienti sta dando risultati incoraggianti». Una terapia in cui crede molto anche il direttore generale della Ulss 6, Domenico Scibetta: «Il Veneto si conferma all’avanguardia nel cercare nuove strade per il contrasto al Covid-19. Anche noi stiamo dando il nostro contributo - commenta - alla sperimentazione della trasfusione. I primi risultati sono confortanti, perciò non posso che unirmi al signor Andrea sollecitando chi vinto il virus a donare il sangue per contribuire all'ambizioso progetto della "banca del plasma"».

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