Andrea Pennacchi e il suo monologo a Propaganda Live: «Ho raccontato il Veneto che non si è compreso»

«L’etica del Veneto si basa sul lavoro. Per tutti è sempre stato così, da destra a sinistra. Togliere il lavoro ai veneti è come dire che gli Dei non vogliono più bene al Veneto. E’ ovvio che siamo disorientati, chi non lo sarebbe?»

Il 'Carro Allegorico' di Andrea Pennacchi e il suo monologo a Propaganda Live: "Se non possiamo essere la locomotiva d'Italia, saremo il carro allegorico, blindato”, sta facendo parlare tutta Italia. Così decidiamo di contattarlo telefonicamente per sentire che sensazioni ha visto il tanto clamore.«Sto tornando a casa in treno, dal sud - ride un Pennacchi un po’ assonnato  quando lo raggiungiamo al telefono - ma sono molto contento. Poi era la prima puntata, c’era una certa tensione ma è sempre bellissimo far parte della banda di Propaganda Live». E’ di ottimo umore Pennacchi, con Diego Bianchi “Zoro” e Makkox c’è un’intesa perfetta.

Social

Tantissimi i commenti sui social. Tanti elogi ma anche tante critiche, non poteva essere diversamente: «Il commento che mi è piaciuto di più è stato “guarda se deve essere uno di sinistra a spiegare la nostra storia”, però è chiaro che molti hanno reagito in maniera istintiva senza magari fermarsi troppo a pensare. Ma va bene, anzi benissimo». Smontiamo subito il paradigma che ti vede come colui che attacca la sua terra e il partito che raccoglie più consensi qui: «Non è contro il Veneto, il monologo, al contrario. Per me non è giusto raccontare un Veneto monocolore. Ma spesso da fuori fanno così. Il problema dei veneti non sono i neri immigrati, il problema in Veneto è che i capannoni chiudono. L’etica del Veneto si basa sul lavoro. Per tutti è sempre stato così, da destra a sinistra. Togliere il lavoro ai veneti è come dire che gli Dei non vogliono più bene al Veneto. E’ ovvio che siamo disorientati, chi non lo sarebbe?».

Paradigmi

Gli chiediamo dove si trova mentre parliamo, la conversazione è spesso interrotta, la linea cade a causa delle tante gallerie: «Cosa vuoi che ti dica, sono al sud dopotutto», ci prende in giro Andrea Pennacchi e tutta la telefonata gioca tra il serio e lo scherzoso. Dire Lega, come dire i veeneti, vuol dire tante, ma tante cose. Non sono due monoliti come spesso vengono rappresentati: «Non è una cosa sola, il Veneto, ma c’è sempre bisogno che tutto debba essere categorizzato: i veneti, i leghisti, porti aperti, porti chiusi. Ma non è questo il Veneto, non sono questo i leghisti. Se la rappresentazione, la narrazione che viene fatta, grandi insiemi dove inserire milioni di persone con una etichetta, mi viene da dire che non si è capito niente. Anzi, significa che non si è capito “un casso”, questo il messaggio che intendevo far passare con il mio monologo. Gheto capio?».

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