Anomaleet, e l'asfalto torna come nuovo in mezz'ora

Presentata questa mattina la fase finale del progetto sperimentale del Comune di Padova per la rilevazione e la risoluzione delle anomalie del fondo stradale con il sistema Anomaleet. La soddisfazione del vicesindaco presente ai lavori

Il Comune di Padova è il primo in Italia a sperimentare il pacchetto completo di queste tecniche innovative di indagine e ripristino delle buche sulle strade. L’intervento di questa mattina, in Via Pilade Bronzetti ha permesso di osservare le modalità, innovative anch’esse, di ripristino dell’ asfalto. Si interviene con una piastra riscaldata a gas, in grado di effettuare l’intervento a norma e in modo efficace, riciclando al 100% l’asfalto esistente. Il macchinario riscalda, in pochi minuti a 180 gradi l’asfalto nella zona della buca rendendolo nuovamente malleabile. Si può procedere così all’eliminazione della buca, eventualmente aggiungendo una piccola porzione di asfalto nuovo, con un intervento “a caldo” che ha caratteristiche di stabilità e durevolezza molto maggiori di qualsiasi intervento a freddo. L’operazione richiede al massimo una mezz’ora, a frontte delle ore necessarie con le tecniche tradizionali che prevedono la fresatura del manto.

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Molto soddisfatto il vicesindaco che tra le proprie deleghe ha anche quella dei lavori pubblici e che ha assistito all’operazione: «Ci teniamo alla cura delle nostre strade, dobbiamo fare i conti con le risorse a disposizione ma vogliamo essere sempre più precisi rispetto alla individuazione della asperità stradali più importanti e anche all’accoglimento delle segnalazioni dei nostri cittadini con le tecnologie migliori e innovative. Questa è una tecnologia innovativa che stiamo sperimentando: cura tutto il ciclo della manutenzione stradale, dalla rilevazione delle buche, attraverso dei sistemi geolocalizzati installati sulle nostre auto di servizio, alla raccolta delle informazioni e alla loro elaborazione e classificazione in base alla gravità della anomalia sull’asfalto, e quindi ci dà delle indicazioni dove intervenire prioritariamente. Si fanno dei sopralluoghi anche coi droni per fotografare e catalogare bene ogni buca e poi si interviene per ripristinare il manto anche in questo caso con una tecnica innovativa. Questo macchinario, che scalda in pochi minuti l’asfalto nella zona della buca fino a renderlo malleabile, permette non solo di ripristinare il manto in una mezz’ora, mentre di solito servono ore, ma ricicla completamente i materiali, e soprattutto fa un intervento a caldo legando in maniera stabile l’asfalto del “rattoppo” a quello della circostante sede stradale. Un servizio che stiamo sperimentando intanto in una cinquantina di buche, non perché ci vogliamo fermare qui, ma perché questo numero ci consente di tarare e valutare il dispositivo che già ci piace molto. Siamo sempre attenti alle evoluzioni tecnologiche di questo settore e vogliamo per la nostra città sempre il meglio».

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Nel corso della sperimentazione sono state rilevate 69 anomalie del fondo stradale pericolose tramite l’applicativo Anomaleet. I risultati sono stati riportati su una mappa georeferenziata e misurabile delle anomalie stradali e dello stato di salute del manto stradale. Si è potuto così stabilire la priorità degli interventi in base al livello di pericolosità di ogni “buca” rilevata.

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