Mercoledì, 22 Settembre 2021
Attualità

Appelli e paura: gli afghani padovani in ansia per le loro famiglie

Due storie simili, entrambi sono ristoratori, che raccontano il terrore di chi teme per la sorte della propria famiglia e dei propri amici

La comunità afghana della provincia di Padova è molto in ansia per la sorte delle loro famiglie dopo che i Talebani hanno preso il potere. 

Ahmezai

Ahmezai Goubaldin è un ragazzo afgano di 26 anni, titolare di una pizzeria per asporto in via Zabarella. «Nessuna delle mie sorelle ha il coraggio di uscire di casa - ha raccontato disperato all'Ansa - aiutatemi a portare la mia famiglia a Padova». Ahmezai è arrivato in Italia nel 2016 attraverso la cosiddetta rotta balcanica. Ha attraversato Iran e la Bulgaria, dove ha perso un amico ucciso da un colpo sparato dalla polizia di frontiera. L'anno scorso ha poi perso un fratello di 13 anni, morto in una esplosione. Arrivato in Italia ha incontrato l'associazione "Refugee welcome", che l'ha accolto, ha fatto in modo che imparasse l'italiano e gli ha insegnato a un mestiere. Tre mesi fa ha preso in gestione la pizzeria di via Zabarella. «Sono scappato dall'Afghanistan nel 2016 perché non c'era possibilità di studiare, ho fatto il percorso in treno e a piedi, la polizia mi ha rincorso al confine, ma sono riuscito a scappare, qui ho una nuova vita - conclude - ma ora non posso pensare ad altro che alla mia famiglia, cerco di comunicare con loro ogni giorno, ma non è facile». Questo il suo appello: «Anche io ho una famiglia a Kabul, cinque sorelline, un fratellino piccolo, mia mamma e mio papà, anche loro sono chiusi in casa e vivono nel terrore, andavano a scuola ma le scuole sono chiuse, non c'è guerra ora a Kabul, c'è un silenzio surreale».

Hadi

Hadi Noori invece in Afghanista non c'è mai stato, suo padre è fuggito negli anni a fine anni ottanta in pieno conflitto tra Afghanistan e Urss.  Lui a Padova gestisce il ristorante Peace & Spice in piazza Capitaniato. «Le persone con cui sono in contatto, famigliari e amici che si trovano lì, sono in ansia. Vivono nella paura. Le notizie che i media diffondono riguardano quasi esclusivamente Kabul ma non si sa nulla di quanto accade nelle altre città, nelle altre province». Sono tanti gli afghani scappati a causa dei vari conflitti che si trovano in Europa, sono in contatto tra loro e temono per i loro cari che sono ancora lì: «Non ho sentito nessuno che apprezzi la presenza dei talebani, sia tra quelli che in Afghanista non ci vivono che tra quelli che invece sono lì. Nessuno. I talebani cercano di farsi vedere diversi da quello che sono ma si sono soltanto più furbi. Per questo c'è tanta paura». Ha seguito con tutti i mezzi possibili e continua a farlo, l'evolversi della situazione: «Le immagini dell'aeroporto di Kabul non potrò scordarle mai. Sono l'essenza della disperazione. Sono una ferita al cuore». 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Appelli e paura: gli afghani padovani in ansia per le loro famiglie

PadovaOggi è in caricamento