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Martedì, 27 Settembre 2022
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Ascom: «L'arena della musica porterebbe un indotto da oltre 40 milioni di euro all'anno»

Il paragone è stato fatto con Trento, partendo dall'ultimo concerto di Vasco Rossi

La cifra è considerevole: 42,5 milioni di euro che potrebbero irrobustire, nell'arco di un anno, l'economia padovana se prendesse corpo il progetto dell'Arena della Musica. «Attenzione: ciò che stiamo per proporre è poco più di un esercizio di interpolazione di dati, ma può rendere bene l’idea di cosa potrebbe rappresentare l'infrastruttura per Padova». Il calcolo è dell’Ascom Confcommercio padovana il cui presidente, Patrizio Bertin, è stato tra i primi a proporre l’idea di portare in città ciò che aveva visto anni fa ad Amsterdam, dove dal 2012 è attiva la Ziggo Dome, un’arena della musica che vanta una capienza di ben 17mila posti. 

La ricaduta

La domanda che si sono posti in Ascom è stata: che ricaduta avrebbe sull’economia del territorio l’arena della musica all’ombra del Santo?  Per dare una risposta gli uffici dell’associazione di piazza Bardella hanno chiesto aiuto ai colleghi della consorella Confcommercio di Trento che ha valutato la ricaduta del recente concerto di Vasco Rossi sull’economia cittadina e poi hanno ripreso le dichiarazioni del sindaco Giordani quando, nel marzo dell'anno scorso, in sede di lancio dell’ipotesi di realizzazione dell’Arena previa ristrutturazione del padiglione 7 della Fiera, aveva prospettato una capienza di 10mila posti e 100 eventi nel corso di un anno.  «Tenuto conto – spiegano all’Ascom – che non tutti gli eventi potranno registrare il sold out, abbiamo stimato, prudenzialmente, in 600mila, vale a dire il 60% della capienza massima, i biglietti che potrebbero essere venduti nel corso di un anno.
Ebbene, a Trento, per Vasco, sono arrivate 120mila persone: il 2% da oltre confine, il 62% dall’Italia (Trentino escluso) e il restante 36% da Trento e provincia. Gli stranieri hanno speso 113 euro pro capite, mentre gli italiani sono stati suddivisi in “turisti” quando la provenienza superava i 200 chilometri (ed in questo caso hanno speso 121 euro a testa) ed “escursionisti” se la distanza era inferiore ai 200 km ed in questo caso hanno limitato l’esborso a 30 euro. Infine chi veniva dalla provincia ha limitato le spese a 20 euro ed i cittadini non sono andati oltre i 15. Ovviamente nel conteggio il prezzo del biglietto non è considerato».

Il paragone

«Ora - continuano all'Ascom Confcommercio di Padova - se rapportiamo le cifre trentine all'ipotesi avanzata per Padova, otterremo la cifra di 42,5 milioni di euro, 37,5 dei quali appannaggio dei turisti italiani. Che poi sono quelli che spendono di più. Ed infatti, l'analisi di Trento si è spinta oltre individuando anche come sono stati suddivisi quei 121 euro sborsati dai connazionali "over" 200 chilometri. Si è così scoperto che 67,80 euro sono andati per il pernottamento; 12,60 per gli alimentari; 19,95 per bar e ristoranti; 0,69 per attività ricreative; 4,81 per spostamenti; 0,04 per cura della persona; 6,10 per lo shopping al quale vanno aggiunti 5,94 per l'abbigliamento e 1,12 per gli articoli sportivi. Poco più di 2 euro hanno infine riguardato altre spese. I dati trentini - commenta il presidente Bertin - si basano su un evento reale per cui la loro trasposizione in chiave padovana è più che plausibile. Di sicuro, oltre che dire che la nostra economia ne trarrebbe indubbi vantaggi, evidenzia anche la necessità di non giungere impreparati, una volta che l'Arena vedesse la luce, ad un appuntamento che, in qualche modo, farebbe il paio con il Centro Congressi. L'una e l'altro, infatti, per sviluppare numeri importanti hanno bisogno di alberghi, ristoranti, taxi e mezzi pubblici. Si riuscisse poi a combinare gli eventi musicali con l'offerta culturale oggi rappresentata da Urbs Picta, dai musei cittadini ai quali si sono aggiunti anche quelli universitari e dagli altri poli di interesse storico, artistico, religioso ed ambientale (terme e colli sono pur sempre a due passi), si potrebbe ipotizzare che una notte in albergo possa tranquillamente trasformarsi in due, magari anche in tre.
"Per questo - conclude Bertin - decidere in fretta è essenziale. Se, come è stato a suo tempo sottolineato, le istituzioni sono dell’avviso, non vedo perchè il progetto tardi ad essere messo a terra»

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