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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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In arrivo le prime 6 famiglie di afghani. Saranno accolte nei Cas di Padova e provincia

In totale sono 28 persone attese già in serata. Il prefetto Grassi: «Serve fare rete e la collaborazione di tutti. Parliamo di una gravissima emergenza sanitaria»

Entro stasera 31 agosto saranno trasferiti nella provincia di Padova le prime famiglie di cittadini afghani che hanno collaborato con le forze armate italiane. Si tratta di 6 famiglie, per un totale di 28 persone, che saranno accolte presso strutture appartenenti alla rete dei Cas nei comuni di Padova, Piazzola sul Brenta e San Giorgio delle Pertiche.

Grassi

«Il sistema dell’accoglienza dei collaboratori afghani e delle loro famiglie - ha dichiarato il Prefetto Raffaele Grassi- deve essere costruito assieme. Stiamo affrontando una grave emergenza umanitaria che richiede il concorso di tutti gli attori istituzionali, locali e del terzo settore. Il circuito di accoglienza offerta dai CAS potrebbe non essere sufficiente anche se è stato previsto un ampliamento. Allo stato per i nuclei familiari in arrivo in provincia di Padova è prevista l’accoglienza diffusa presso alloggi messi a disposizione dalle cooperative del settore».

I sindaci

«Per questo ho chiesto anche ai sindaci sostegno nell’individuare soluzione alloggiative idonee attraverso la stipula di specifiche convenzioni con la Prefettura, che possano mutuare la disciplina prevista per i Cas» prosegue Grassi «e nondimeno lo stesso discorso riguarda gli enti non governativi e il terzo settore. Per assicurare un’accoglienza adeguata alle famiglie afghane è necessario fare rete in ossequio al principio di solidarietà, valore fondante il nostro ordinamento giuridico, così come il riconoscimento dello status di rifugiato».

Altri alloggi

«Monitoriamo costantemente la situazione per poter reperire un numero di alloggi adeguato alle esigenze che potrebbero prospettarsi. Ringrazio per questo il Presidente di Assindustria venetocentro e il Rettore dell’Università di Padova, che, sin da subito, hanno dato la disponibilità a ricollocare i cittadini afgani in specifici contesti lavorativi e a istituire borse di studio per i corsi universitari. Nei prossimi giorni, sono previsti incontri con gli enti in argomento per favorire gli eventuali inserimenti nei contesti menzionati».

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