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Bollette alte, Ascom: «Le imprese energetiche si rifiutano di pagare i 10 miliardi previsti»

Bertin: «Io spero che il governo la spunti, ma anche senza la coercizione della legge mi piacerebbe che ci fosse una semplice dichiarazione che dice che quei ricavi non previsti vengono spalmati sull’intera collettività nazionale»

«Ma se non pago la bolletta, cosa succede?». La domanda sta diventando sempre più di stretta attualità visto che i prezzi dell’energia, ormai fuori controllo, stanno mettendo in ginocchio famiglie e imprese. Difficile non pagare, anche se qualcuno lo sta facendo. E’ il caso delle molte imprese energetiche che hanno deciso di non pagare il contributo sui sovraprofitti previsto dal decreto legge 21/2022 e che ammonta a 10 miliardi di euro, mica bruscolini. Perché? Perché sperano nella dubbia costituzionalità del contributo. «In pratica – commenta il presidente dell’Ascom Confcommercio, Patrizio Bertin - sperano molto che finisca come la Robin Hood Tax, addizionale Ires sempre a carico delle imprese energetiche, introdotta nel 2008 dal governo Berlusconi e dichiarata incostituzionale sette anni più tardi».

Questione aperta

Risultato: dei 10 miliardi previsti, nelle casse statali è finito appena un miliardo di euro. «E’ vero – continua Bertin – che il presidente del consiglio Mario Draghi, nella conferenza stampa a seguito dell'approvazione del decreto aiuti bis, ha dichiarato che è sua intenzione che paghino tutto anche perché ha aumentato le sanzioni e gli obblighi al pagamento, ma la questione resta aperta. L’impressione è quella solita: sempre forti con i deboli, quasi mai con i forti. Naturalmente – mette in evidenza il presidente – sembra interessare poco a queste imprese che producono, importano e rivendono energia elettrica, gas e prodotti petroliferi il fatto che la norma preveda l'imposizione di un contributo avente natura di prelievo solidaristico e straordinario, un contributo contro il caro bollette che troverebbe applicazione con riguardo al profitto extra generato a seguito dell'aumento dei prezzi dell'energia e delle tariffe che ha interessato per l'appunto il settore energetico».

Il governo

Chi la spunterà? Un governo dimissionario seppur guidato da Mario Draghi o le imprese energetiche che in quanto a tributaristi non fanno difetto? «Io spero che il governo la spunti – conclude il presidente – ma anche senza la coercizione della legge mi piacerebbe che, piuttosto che enfatizzare scoperte roboanti di giacimenti al largo di Cipro (ma i cui effetti positivi, se mai arriveranno, saranno fra anni), ci fosse una semplice dichiarazione che dice che, per venire incontro alle famiglie e alle imprese, quei ricavi non previsti vengono spalmati sull’intera collettività nazionale».

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