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No al centro commerciale a Due Carrare, la soddisfazione di Ascom e Liberi e Uguali

Bertin: "Risultato eccezionale che premia un territorio e un patrimonio culturale". Ruzzante: "Vittoria contro i grandi e devastanti interessi speculativi"

La Soprintendenza boccia l'idea di costruire un centro commerciale nelle vicinanze del Castello del Catajo a Due Carrare, e il mondo economico e politico padovano esulta.

La gioia di Ascom Padova

L'associazione dei commercianti di Padova aveva già affidato a Facebook l'esultanza per la decisione della Soprintendenza con un post breve ma eloquente: "Vittoria!!! Confermato il vincolo su Due Carrare". E ora il presidente Bertin può gioire: "Dalla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Veneto è arrivata la conferma che attendevamo. E' un risultato eccezionale che premia una comunità, un territorio ed un patrimonio culturale che la realizzazione dell'ipercentro avrebbe messo in discussione. A nostro giudizio il progetto, oltre che creare uno sfregio nei confronti di un patrimonio culturale ed ambientale di notevole valore, cementificava un'ulteriore porzione di un territorio già ampiamente violentato e a fronte di qualche centinaio di posti di lavoro realizzati all'interno dell'ipercentro ne faceva perdere migliaia non solo nei negozi di vicinato di Due Carrare e dei comuni limitrofi, ma anche nelle altre grandi strutture di vendita già presenti sul territorio e che, giocoforza, sarebbero andate verso un futuro, prossimo venturo, di chiusure con conseguente degrado".

"Festa pubblica al Catajo"

C'è dunque grande soddisfazione all'Ascom e, nonostante il provvedimento possa ancora essere oggetto di ricorso, si ritiene che l'allungamento dei tempi giochi comunque a favore di un definitivo affossamento del progetto. "Personalmente - precisa Bertin - ritengo il parere della Commissione e, dunque, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - una grande vittoria di popolo ed è per questo che mi permetto di suggerire, soprattutto alla proprietà del Castello del Catajo, la convocazione di un momento pubblico, una sorta di festa per lo scampato pericolo, negli spazi del maniero al quale dovrebbero partecipare quanti (cittadini, commercianti, sindaci, politici, stampa, uomini di cultura, ecc.) anche in minima parte hanno consentito che non si arrivasse ad immolare una parte della nostra storia ad un'idea che non è nemmeno di consumismo ma di semplice speculazione edilizia". Infine Bertin spende una parola anche per l'amministrazione di Due Carrare. "Al sindaco Moro, che per mesi abbiamo contestato e che per mesi ha continuato a non voler comprendere che la nostra non era una battaglia contro la sua persona ma contro un'idea di sviluppo che non condividiamo, chiedo adesso di prendere atto che la ragione sta dall'altra parte e che dovere di un buon amministratore è anche quello, talvolta, di fermarsi e di riconoscere che si può sbagliare. Ovviamente, senza rancore".

La soddisfazione di Liberi e Uguali

E anche da Liberi e Uguali si alza un coro di gioia e tripudio per il no al centro commerciale. A esultare è il consigliere regionale Piero Ruzzante: "Apprendiamo che la Soprintendenza ha disposto in via definitiva il vincolo sull'area del Catajo, accogliendo anche alcune indicazioni delle associazioni ambientaliste del Parco Colli. È una notizia positiva per tutti coloro i quali si sono battuti per tutelare l'ambiente e la bellezza del nostro territorio, contro i grandi e devastanti interessi speculativi. Un risultato che va nella direzione che ho voluto indicare con il progetto di legge presentato l’estate scorsa in Consiglio regionale, per tutelare dai mostri di cemento non solo il Catajo, ma tutte le bellezze del Veneto".

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