Lunedì, 15 Luglio 2024
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Bertin insiste: «Giordani pensa ai salotti, noi alle strade. Le multinazionali a Padova da 30 anni»

Non accenna a spegnersi la polemica di Ascom contro l'amministrazione, accesa improvvisamente dopo anni di alleanza e collaborazione

«Contro? E quando mai. Se c’è qualcuno che ha sempre valorizzato la presenza degli studenti e che ha apprezzato la spinta per il turismo di Urbs Picta, questa è l’Ascom Confcommercio di Padova. Naturalmente siamo poi più interessati a difendere gli interessi delle piccole imprese, che rappresentano il 98% del totale, piuttosto che le multinazionali, anche se non  abbiamo nulla contro la loro presenza che, se non sbaglio e seppur tra entrate e uscite, fa data da quasi un trentennio». Patrizio Bertin risponde così alla controreplica del sindaco Sergio Giordani, che era stato accusato di aver reso la città impossibile con tutti i cantieri del tram. Da qualche settimana Ascom ha messo nel mirino l'amministrazione, dopo anni di collaborazione e alleanza. Le recenti nomine nelle partecipate potrebbero aver inasprito i rapporti.

«Quello che forse sfugge a chi vive tra piazza Eremitani e via VIII Febbraio, è che la città sta soffrendo - continua Bertin - .E quando dico città non ho in mente solo via San Fermo, via Dante o via Altinate, ma ho in mente anche via Pontevigodarzere, via Voltabarozzo, via Guizza, viale Arcella, via Chiesanuova, via Armistizio e di questo passo non so quante strade e quartieri potrei citare che non se la passano bene». Che i quartieri, oltre che il centro, siano all’attenzione dell’Ascom, lo testimonia la convocazione, già programmata da giorni, dei delegati di quartiere che saranno nella sede di piazza Bardella alle 13 di lunedì prossimo, 8 luglio, per un confronto e per una valutazione delle criticità. «La consultazione - continua il presidente Bertin - per noi è una normalità e direi quasi un obbligo morale, che invece non mi pare di riscontrare a Palazzo. Quando veniamo inviati a collaborare faccio fatica a capire in cosa possa consistere la collaborazione visto che, come ho già avuto modo di dire, sul tram e sui cantieri non siamo mai stati degnati di uno straccio di convocazione. Probabilmente la collaborazione, come viene intesa a Palazzo, è del tipo “questo è e questo dovete farvi andar bene". Ovviamente non è così. Veniamo dipinti come i nemici della modernità e dell’ambiente perché saremmo contro il tram e favorevoli ai parcheggi per le auto private. Per chiarezza: noi non siamo affatto contrari agli investimenti, ma siamo fermamente contrari a questo modo - ribadisco - inadeguato di trattare la questione dei cantieri, con gli avvisi diffusi 48 ore prima ».

«Sui parcheggi poi stendo un velo pietoso e invito a guardare a città anche a noi vicine che al posto di ostracizzare le auto hanno pensato a come fare per favorire la loro sosta senza girare a vuoto - chiude Bertin - .Pensare poi che si possa fare acquisti girando in tram o che basti un marchio, per quanto noto, a cambiare le sorti di una città che vede assottigliarsi il numero dei negozi per tanti motivi, ma non ultimo anche che si fa fatica a raggiungerla, è avere una visione un po’ troppo salottiera. Noi, ai salotti, preferiamo le strade. Sempre che ci sia la possibilità di percorrerle».

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