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Colonnello: «Con i dissuasori non si risolvono i problemi dei senza tetto. Serve pazienza e umanità»

L'assessora al sociale commenta la decisione della banca in piazza De Gasperi di applicare barriere metalliche sulle proprie vetrine per respingere i clochard

«Dissuasori, spuntoni e lastre metalliche non rappresentano ovviamente una soluzione organica a temi complessi ne tanto meno rappresentano la mia e nostra idea di città». L'assessore al sociale riponde così all'iniziativa privata della Deutsche Bank, che ha deciso di applicare dissuasori davanti alle vetrate della filiale in piazza De Gasperi, per impedire che le persone siedano o dormano davanti agli uffici. Una scelta che ha fatto discutere, ma nata anche con il sostegno di alcuni residenti (tra cui Massimo Pupa, candidato in passato con la Lega), che dopo aver gioito per aver visto la propria piazza rigenerata e sulle prime pagine di giornali "urban" specializzati, sembrano ripiombati in una situazione complessa. Quello delle barriere però non è il metodo che piace all'amministrazione.

Colonnello

«Indicare un problema è spesso facile e immediato, ma risolverlo richiede quella pazienza e quel lavoro che non si esauriscono ne in una conferenza stampa ne nel posizionamento di un dissuasore» commenta l'assessora Colonnello, riferendosi anche alla leghista Eleonora Mosco, che oggi è andata in piazza per riprendere immagini di degrado. «La vicenda di Piazza de Gasperi lo dimostra credo. Prima l’abbattimento della palazzina ex Avis, poi tante riunione coi cittadini, poi la riqualificazione che di certo ha portato benefici tangibili ed è un punto unitamente di arrivo e di nuova partenza per ulteriori migliorie da concordare con la popolazione - prosegue l'assessora - .Sono stati anni di lavoro necessario, ma utili per far toccare con mano quei passi avanti riconosciuti anche dai cittadini elettori. Oggi questo percorso deve continuare, certo con grande determinazione ma anche unendo gradualità e costanza, perché solo la costanza porta a fare passi avanti senza promettere la luna e senza immaginare magiche bacchette. Il tema dei senza fissa dimora è molto complesso, il Comune e il terzo settore stanno moltiplicando gli sforzi e ci apprestiamo a muoverci per essere vicini a queste persone anche col piano inverno».

Senza tetto

«Tutto il territorio è infatti quotidianamente presidiato dalle nostre unità di strada, che escono la sera in coordinamento con quelle del terzo settore. Le persone che dormono per strada sono tutte conosciute ai servizi sociali che, ogni volta che è possibile, indirizzano le persone ai servizi pensati per loro: le cucine popolari, l asilo notturno, le docce di casetta borgomagno, il centro diurno o la bussola - evidenzia Colonnello - .Prima il Covid, oggi la crisi e anche una gestione dei fenomeni migratori che sconta forti retaggi ideologici aumentano la presenza delle sacche di fragilità sociale in ogni grande centro urbano. Bisogna infatti ribadire le cause per le quali ci sono, purtroppo, delle persone per strada. A fianco dei clochard, si sono infatti aggiunte molte persone fuori uscite dal sistema della prima accoglienza. Persone giunte nel nostro paese, portate all'ottenimento di documenti ma poi "scaricate" senza competenze, casa e lavoro nei territori dei comuni, che non godono di adeguato finanziamento e supporto per prenderle in carico. Non ci stancheremo mai di denunciare in questo senso le mancanze di adeguati sostentamenti da parte dello Stato e chiediamo una volta in più che venga riformata la Bossi Fini. Vogliamo affrontare questo tema con umanità e pragmatismo, trovando quel giusto equilibrio che unisca decoro e soprattutto dignità delle persone. Questo è l’obiettivo di tutti gli amministratori che dal 2017 hanno lavorato a fianco del Sindaco Giordani, continuiamo a perseguirlo senza nasconderci le fatiche e le difficoltà e soprattutto senza rincorrere polemiche,ma cercando approdi veri e duraturi nell’interesse generale».

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