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Auto e moto d'epoca trasloca a Bologna, il centrodestra: «Scippo voluto da Giordani»

L'opposizione non ha gradito l'operazione che ha portato a Padova 5 milioni di euro e fiere specifiche. E' in atto la trasformazione dell'area insieme ad Università e Camera di Commercio

La “fuga” di Auto e moto d'epoca da Padova verso Bologna, che contiene però un accordo economico e per altri appuntamenti che arriverebbero nella città del Santo, non è affatto piaciuta al centrodestra. La Fiera ormai è diretta verso la conversione in cittadella della scienza in accordo con Camera di Commercio e Università, ma l'opposizione la vede come una sconfitta del territorio.

Ostellari

«Padova perde anche Auto e Moto d’Epoca, che trasloca a Bologna. Chi giustifica questa svendita come uno scambio alla pari spieghi alla città e, soprattutto a commercianti e albergatori, quali eventi e manifestazioni riceveremo in cambio – sostiene Andrea Ostellari, senatore della Lega - . La Fiera è un bene pubblico e dovrebbe realizzare un indotto per il territorio. Non può essere usata per fare affari o, addirittura, penalizzare intere categorie economiche. Peccato che in città le brutte notizie non arrivino da sole. Insieme alla perdita della più importante manifestazione, avremo anche un Food Market all’interno del quartiere fieristico, in grado, questa è la nostra preoccupazione, di mettere in difficoltà le botteghe del centro e tutto il Consorzio Sotto il Salone. Il flop di Fico, proprio a Bologna, dovrebbe insegnare qualcosa a chi ha l’onere di gestire un patrimonio che è di tutti».

Caon

«Con il trasloco di “Auto e moto d’epoca” a Bologna, la Fiera di Padova  perde il suo evento più attrattivo. Viene da chiedersi se ha senso mantenere una realtà in perdita da anni e ormai divorata dai suoi vicini concorrenti, da Verona a Bologna». È il commento di Roberto Caon, deputato padovano, all’annuncio del nuovo accordo tra i due poli fieristici, con lo spostamento della sede dell’importante manifestazione, che da 39 anni si teneva nella città del Santo. «Stiamo tenendo in vita una realtà che non ha più senso negli spazi enormi di via Tommaseo. Una zona strategica, alla porte del centro storico e nelle vicinanze della stazione. Un’area che andrebbe utilizzata diversamente», prosegue Caon. Ed ecco la proposta dell’onorevole: «Si parla tanto di città sostenibili, di intermodalità, di riduzione del traffico urbano. Ma arrivano pochissime soluzioni concrete. Realizzare un polo scolastico nell’area della Fiera permetterebbe di fare di Padova qualcosa di più vicino a una moderna “smart city”. Questa operazione — illustra Caon — permetterebbe di radunare alcuni tra i più importanti istituti superiori della città a un passo dalla stazione, eliminando le succursali e riducendo le necessità di mobilità degli studenti, in particolare di quelli impegnati ogni giorni in lunghi pendolarismi dalle località di provincia. Il tutto verrebbe realizzato con edifici nuovi, antisismici, ecosostenibili, all'altezza dell'epoca in cui viviamo, con grande beneficio per la qualità della vita di chi li frequenta. Un nuovo futuro per un'area che, lo dico con rammarico, è divenuta solo un costo per la comunità. Se davvero il futuro delle manifestazioni fieristiche a Padova è quello di ospitare eventi più piccoli e con un target più locale, gli spazi dedicati a questo scopo possono essere ripensati in modo più efficiente altrove».

Turrin

«Ma vi rendete conto cari padovani di quante (scomode) realtà siano state taciute durante la campagna elettorale della sinistra? - scrive invece sul suo profilo Facebook il consigliere di Fratelli d'Italia, Enrico Turrin - .Ricordo che il Comune di Padova detiene quasi il 50% di Padova Hall (la Fiera di Padova) ed il tutto si sapeva ed era programmato da mesi senza che nessuno ne fosse informato. Né il Consiglio comunale, né tantomeno i padovani. Una omissione vergognosa e senza scuse se non quella di evitare un argomento tanto scottante per il Sindaco uscente e la sua maggioranza. Padova ha perso, in favore di Bologna (guarda caso), il suo più importante evento fieristico. Una manifestazione di caratura europea, dalle ricadute economiche incalcolabili per la nostra città sotto ogni punto di vista. Noi del centrodestra e di Fratelli d'Italia abbiamo sempre denunciato tutti gli errori che il riportare la Fiera sotto il controllo pubblico avrebbe ed ha fatto e purtroppo i risultati sono ora sotto gli occhi di tutti. Da una parte le troppo disinvolte "concessioni di spazi/padiglioni alla Università, dall'altra la continua perdita di eventi fieristici in cambio di piccole manifestazioni senza economico ed immagine. Insomma, la Fiera di Padova è ormai tutto tranne che fiera, il Sindaco se ne assumerà la responsabilità o vorrà ancora raccontaci che va tutto bene?! Anche se ormai tardivamente, venga immediatamente in consiglio comunale a rendere conto del disastro combinato».

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