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L'autopsia su Ahmed conferma: morto per annegamento

Non c'è nessun segno, come era già stato anticipato al momento del ritrovamento del corpo, di violenze o altro che possa essere stato provocato da un terzo

Non c'è nessun segno, come era già stato anticipato al momento del ritrovamento del corpo, di violenze o altro che possa essere stato provocato da un terzo. 

Autopsia

E' questo l'esito dell'autopsia sul corpo di Ahmed Jouider, il giovane quindicenne che ha perso la vita dopo essere scomparso. Nei suoi polmoni rinvenuta una grande quantità di acqua che è quella che poi ha procurato il soffocamento e il conseguente annegamento. Lunedì scorso il suo cadavere è stato ritrovato nel fiume Brenta, sotto la passerella pedonale che congiunge Torre a Cadoneghe. Lì aveva abbandonato il suo telefono che è stato poi rinvenuto la mattina dopo da un passante che ha deciso di tenerlo. E' propio grazie al ritrovamento di quello smartphone che si è potuto individuare il corpo di Ahmed, che giaceva sei metri sotto il livello dell'acqua. 

Suicidio

Le ipotesi di cyberbullismo, di sue strane frequentazioni o che qualcuno lo abbia indotto a compiere questo atto disperato non trovano alcun riscontro. E' vero, ha lasciato diversi messaggi vocali alla fidanzatina, ma ipotizzabile fosse una richiesta di aiuto. E' più probabile che sia stato un modo estremo per attirare la sua attenzione che un vero allarme rispetto a potenziali minacce ricevute. Tra sessanta giorni gli esiti degli esami tossicologici, un atto dovuto come quello di aprire un fascicolo per induzione al suicidio, peraltro già accantonato. 

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