rotate-mobile
Attualità Cittadella

Il Tribunale di Padova conferma la sentenza e condanna il Comune: «L'autovelox è nascosto»

La ditta, alla fine dello scorso anno, si era vista contestare delle sanzioni emesse dal Comune di Cittadella, ma certa della sua condotta corretta aveva impugnato e vinto il ricorso, vedendosi annullare dal Giudice di Pace ogni contestazione

Mentre la Corte di Cassazione ha pubblicato l'ultima sentenza storica che mette una pietra tombale sulla questione della omologazione e approvazione degli autovelox, il Tribunale Civile di Padova ha respinto il ricorso promosso dal sindaco di Cittadella, Luca Pierobon, condannando anche l'amministrazione comunale al risarcimento delle spese sostenute dalla società patrocinata dall'associazione "Tutela e utenti della strada" e dall'avvocato Emanuele Dalla Palma.

I fatti

La ditta, alla fine dello scorso anno, si era vista contestare delle sanzioni emesse dal Comune di Cittadella, ma certa della sua condotta corretta aveva impugnato e vinto il ricorso, vedendosi annullare dal Giudice di Pace ogni contestazione. Il Comune di Cittadella però, aveva deciso di impugnare la sentenza del GdP (a spese sempre dei cittadini). Il Tribunale ha sostanzialmente confermato quanto scritto dal primo Giudice di Pace di Padova: «Dalla posa fotografica prodotta al riguardo da parte resistente, risulta che l’apparecchiatura di rilevazione sia collocata al di fuori del margine della carreggiata, immediatamente dopo un viadotto sovrastante ed un cartellone di segnaletica verticale - si legge - .La postazione in questione appare segnalata dal relativo cartello, apposto sul medesimo sostegno del dispositivo d’accertamento. Va peraltro rilevato che la postazione di ubicazione di detto sostegno – fuori dai margini della carreggiata, subito dopo un ponte viabile ed un cartello verticale di ampie dimensioni – non renda chiaramente visibile la postazione in oggetto. Essa, infatti, appare collocata nel cono d'ombra anche potenzialmente oscurata in determinate posizioni di allineamento del supporto verticale della precedente segnaletica di direzione stradale».

La visibilità

Continuna il Tribunale: «Premesso che la visibilità deve valutarsi tenendo conto del fatto che l’automobilista è impegnato nella guida del mezzo, per cui deve essere immediata, dalle foto del primo grado va ribadito che la collocazione subito dopo il ponte sovrastante rende il cartello scarsamente visibile a causa dell’ombra e quindi della scarsa luminosità creata dal ponte, dal pilastro e altresì dal palo che regge la cartellonistica di segnaletica verticale direzionale; la suddetta cartellonistica verticale finisce altresì inevitabilmente, visto il suo contenuto e la sua dimensione, per attrarre in via principale l’attenzione del conducente (che deve decidere quale direzione prendere in base a tale cartello), sviandolo dalla visione della piccola telecamera collocata sotto il ponte».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il Tribunale di Padova conferma la sentenza e condanna il Comune: «L'autovelox è nascosto»

PadovaOggi è in caricamento