Riparte "Azienda Pulita": servizio pubblico raccolta dei rifiuti provenienti dalle aziende agricole

Martedì 8 settembre appuntamento a Este. Coldiretti Padova: da vent’anni l’accordo garantisce il corretto smaltimento e il rispetto dell’ambiente

Riprende martedì 8 settembre “Azienda Pulita”, il servizio pubblico di raccolta dei rifiuti provenienti dalle aziende agricole. Il primo appuntamento, dopo la pausa imposta estiva, è per martedì 8 settembre a Este, nell’area del Consorzio Agrario del Nordest,in via Bressan dalle 8.30 alle 12. Gli agricoltori che aderiscono al servizio e devono consegnare i rifiuti devono prenotarsi al numero verde 800 051477 e ovviamente dovranno seguire le norme di distanziamento sociale e di protezione individuale indossando le mascherine e curando l'igienizzazione.

Lo smaltimento

Una volta arrivati al Consorzio Agrario riceveranno tutte le indicazioni per lo scarico della merce. Il calendario, messo a punto con la Provincia, il Consorzio Agrario, la Camera di Commercio di Padova e le organizzazioni agricole, prevede i prossimi appuntamenti 10 settembre a Santa Giustina in Colle, il 15 a Saonara, il 17 a Gazzo Padovano, il 22 a Vo', il 24 a Cervarese Santa Croce, il 29 a Piove di Sacco e il 1 ottobre a Tribano. La novità di questa edizione di “Azienda Pulita”, spiega Coldiretti Padova, è l’ampliamento delle categorie di rifiuti che possono essere smaltiti in tutta sicurezza, ad esempio i materiali che contengono amianto, come le lastre di copertura in eternit, ma anche le batterie e gli accumulatori usati per le recinzioni elettrificate, come i rifiuti plastici impiegati nei silos, nelle mangiatoie e per le trappole sessuali usate in agricoltura biologica.

Il servizio nel Padovano

A Padova e provincia attualmente aderiscono al servizio circa 8.000 aziende, vale a dire oltre il 75% delle imprese “vitali” del settore primario locale. Dall’inizio del servizio nel 2000 sono stati circa 210 mila i conferimenti di rifiuti pericolosi e non pericolosi nei centri di raccolta o chiedendo la raccolta “porta a porta”. I centri di raccolta sono 37, dislocati in tutta la provincia e organizzati nel corso dell’anno, per lo più nelle agenzie del Consorzio Agrario del Nordest. Ciò ha permesso di raccogliere in vent’anni quasi 7,4 milioni di chilogrammi di rifiuti, in media 310 mila chilogrammi l’anno di rifiuti non pericolosi e 60 mila di pericolosi. Oltre il 90% dei rifiuti raccolti viene regolarmente riciclato. «Da vent’anni Padova fa scuola in tutta Italia nella raccolta e gestione dei rifiuti provenienti dalle aziende agricole – ricorda Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova - grazie a questo servizio pubblico integrativo che favorisce la raccolta differenziata in agricoltura, riduce la burocrazia e contiene i costi, il tutto a vantaggio dell’ambiente. L’esperienza positiva del “Progetto Azienda Pulita”, avviato nel 2000 con la Provincia di Padova e la Camera di Commercio di Padova, è stata esportata anche nel resto dell’Italia dove negli ultimi anni sono nate iniziative analoghe che permettono una gestione più efficiente della raccolta differenziata dei rifiuti provenienti dalle attività agricole. Un servizio efficiente, dunque, che funziona e che risolve il problema dei rifiuti in campagna senza gravare le aziende agricole con eccessive spese e incombenze burocratiche. Molto è stato fatto per la gestione dei rifiuti, e molto ancora si farà grazie alla continuità del servizio con il concreto appoggio della Provincia di Padova e della Camera di Commercio».

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Rifiuti non pericolosi

Fra le tipologie più diffuse di rifiuti non pericolosi i contenitori vuoti di prodotti fitosanitari, debitamente lavati, pneumatici usati, contenitori e sacchi di plastica, cassette in plastica e legno per frutta e verdura, contenitori vari in metallo, ma anche oli e grassi vegetali, reti antigrandine, contenitori e sacchi di carta e cartone, tubi di irrigazione, film per la copertura di serre a altro ancora. Per il 92 per cento si tratta di materie plastiche e per il 6,7 per cento di pneumatici, il resto è carta, metallo, legno. Nella categoria dei rifiuti pericolosi troviamo invece gli oli minerali esausti, i rifiuti veterinari a rischio infettivo, gli accumulatori al piombo, i filtri olio e gasolio usati, contenitori di fitosanitari non lavati, rifiuti agrochimici. Sono notevolmente semplificati gli oneri burocratici a carico delle imprese, con costi omogenei in tutta la provincia e tariffe che nel corso degli anni hanno subito una riduzione. Le aziende agricole aderenti, anche quelle che gestiscono quantitativi modesti di rifiuti, beneficiano perciò di un significativo risparmio dei costi unitari. L’obiettivo del progetto è quello di mantenere elevata la partecipazione delle aziende agricole e di continuare in un lavoro di informazione e di formazione per supportare l’intensa attività normativa che deriva dallo Stato in termini di salvaguardia ambientale

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