I bambini alla riconquista di tempo e natura alla Masseria di Polverara

Con la ripresa dei centri estivi i bambini hanno ripreso a stare insieme. Abbiamo cercato di capire come hanno vissuto il ritorno alle attività e a una vita sociale partendo dall'esperienza speciale della Masseria dei Polverara

«E’ arrivata la mamma di Sara», dice alla radio trasmittente il coordinatore della Masseria di Polverara. «Arriviamo subito», risponde dal suo ricevitore una operatrice. Comunicano così, via radio, una delle soluzioni adottate per ovviare al distanziamento sociale. I campi estivi dopo mesi chiusi in casa, per tantissimi bambini saranno sembrati una liberazione. «Vedere mio figlio tornare a casa con gli occhi che gli brillano è la cosa più bella che potessi chiedere. E mi accorgo che dietro alla sua serenità e al suo desiderio di alzarsi ancora prima la mattina ed essere tra i primi ad arrivare, si nasconde un lavoro minuzioso di pazienza, attenzione, cura e passione. Grazie a questa esperienza che definirei unica, mio figlio Angelo è riuscito a superare la grande paura che aveva ad esempio per i cani dopo essere stato morso per strada lo scorso anno. Questo si ottiene solo grazie alla discrezione, all’attesa silenziosa, al rispetto e all’estrema professionalità». Seguono una serie di grandi complimenti, sono le parole di un genitore dopo pochi giorni di frequenza del figlio alla fattoria didattica coordinata da Luca Trivellato, “La Masseria di Polverara”. Immersa nella natura, viene offerto per tutto il periodo estivo ai più piccoli, un’esperienza che è per la gran parte unica, quella di poter vivere a contatto con la natura, con gli animali e allo stesso tempo di poter fare attività inconsuete e arricchenti.

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«Tante cose sono cambiate dopo il lockdown, anche per noi», ci dice Luca Trivellato. Mentre ce lo racconta sta accogliendo un genitore che è arrivata a prendere sua figlia. Anche lei è davvero entusiasta: «Sono stati mesi molto difficili per noi, stare sempre in casa. Per i bambini questo stare lontano dai loro amici è stato davvero doloroso, in questi giorni la vedo rinata».Detto che le famiglie sono molto soddisfatte delle attività proposte e dello spazio che è davvero unico, capiamo con Trivellato cosa è cambiato rispetto agli anni scorsi. Divisa in quattro zone la parte esterna della fattoria, all’interno ci sono invece quattro aule, ognuna con il loro ingresso. «E’  cambiata la vita dei bambini. Prima, gli anni scorsi, la difficoltà grande era quella di farli rallentare, di vivere con dei ritmi naturali visto che per tutto l’anno sono, anzi erano, impegnati in mille attività». Di fatto è stata cancellata quella che era la loro routine. «Abituati a correre da un’attività a un’altra quest’anno si sono invece ritrovati senza impegni e tutto a un tratto senza poter stare all’aria aperta. Tutte cose che qui hanno ritrovato ma per la prima volta abbiamo dovuto, soprattutto i primi giorni, trovare il modo per farli riprendere confidenza sia con ciò che gli sta attorno che con l’idea di avere degli impegni fissati. Noi da quest’anno, oltre ad avere aumentato il numero degli operatori. Ce ne sono uno ogni sette bambini, ma in più c’è anche quello che noi chiamiamo il jolly. Se c’è un bambino che ha bisogno di qualcosa in particolare si chiama lui con la radio che si sposta da un gruppo all’altro per coprire eventuali necessità».

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I genitori portano i bambini ma non possono oltrepassare l’ingresso. A entrambi viene misurata la temperatura, poi il bambino accede alla Masseria passando piedi e scarpe su una soluzione sanificante. Si lavano poi le mani e accedono alle aree adibite alle attività. Negli spazi al chiuso tutto viene pulito a fondo ogni giorno con prodotti specifici e per quanto riguarda gli spazi all’esterno dove si svolgono gran parte delle attività, vengono comunque puliti ogni volta che vengono usati gli eventuali oggetti».

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«Noi abbiamo ingaggiato il capo unità emergenze di Save the Children per un monitoraggio continuo con gli operatori per capire se ci sono nuove problematiche psico - sociali che possono emergere di conseguenza al lockdown. E’ bene a nostro parere essere seguiti in modo che i nostri operatori trovino chi, competente, può aiutare a risolvere situazioni effettivamente nuove». Non sono alla portata di tutti, i centri estivi. Trivellato lo sa e lo pone in evidenza: «Esperienze come queste, la fattoria didattica come il classico centro estivo, dovrebbero essere offerte a tutti i bambini ma non tutte le famiglie possono permettersi questo impegno economico, ora come ora ancora di più. A dei bonus centri estivi, delle agevolazioni, governo e regioni, ci si poteva pensare, per aiutare le famiglie. Sono esperienze che già in genere fanno bene, dopo un periodo come questo sarebbero state un vero toccasana».

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