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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Mense scolastiche, nei prossimi bandi più punti per chi propone prodotti agricoli locali

L'assessorato regionale all’agricoltura ha formalmente accolto la proposta avanzata da Cia Padova, che chiedeva «elementi premiali per quelle società in grado di offrire tipicità locali, e loro trasformazioni, nelle mense delle scuole»

Nei prossimi bandi del Comune di Padova relativi al servizio di ristorazione scolastica le ditte partecipanti che garantiranno la fornitura di prodotti agricoli locali otterranno un punteggio più alto in graduatoria: l’assessorato regionale all’agricoltura ha formalmente accolto la proposta avanzata da Cia Padova, che chiedeva «elementi premiali per quelle società in grado di offrire tipicità locali, e loro trasformazioni, nelle mense delle scuole».

Cia Padova

Una fattispecie, questa, che va nella direzione di quanto previsto dalla nuova legge regionale “Norme per orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli a km 0”, approvata solo qualche giorno fa. «Negli appalti pubblici di servizi o di forniture di prodotti alimentari destinati alla ristorazione collettiva - si legge nel testo licenziato all’unanimità a Palazzo Ferro Fini - costituisce titolo preferenziale per l’aggiudicazione l’utilizzo di prodotti a km 0 in quantità superiori al 20 per cento, in termini di valore, rispetto a quelle previste dai Criteri Ambientali Minimi adottati con Decreto del 2020, e per tutta la durata dell’appalto. Chiarisce Luca Trivellato, presidente di Cia Padova: «Quella del 20% è una soglia minima. La nostra proposta è che le società che assicureranno una percentuale maggiore possano beneficare di un punteggio ancor più elevato. Questa normativa regionale, di fatto recepita dall’amministrazione padovana persegue due distinti obiettivi; in primo luogo, accorcia la filiera, con una conseguente maggior redditività a favore delle aziende agricole, le quali non rischiano di vedere disperdersi i già pochi margini di guadagno lungo la filiera stessa. Permette, inoltre, una riduzione dell’inquinamento, dato che gli spostamenti per portare le primizie da un luogo all’altro avvengono all’interno di un raggio molto ristretto. Ora ci auguriamo che tante altre amministrazioni seguano la buona prassi adottata dal Comune di Padova. Peraltro, vengono centrati altri risultati quali la stagionalità e il legame con la tradizione culinaria».

Comune di Padova

L’assessore Antonio Bressa, sottolinea quanto sia strategico «promuovere i prodotti agricoli locali e dei comparti ad essi collegati. Nello specifico, prendiamo volentieri l'impegno di inserire nei prossimi bandi per la ristorazione collettiva elementi premiali nei confronti di quelle realtà che forniranno le primizie dalla terra alla tavola. In particolare, con riferimento ai pasti scolastici, pur nei limiti e in conformità rispetto alle norme vigenti in materia di appalti pubblici. Crediamo che questo ambito possa essere il più indicato, non solo per garantire un servizio di qualità agli alunni delle scuole comunali, ma pure per favorire un processo formativo e culturale di avvicinamento delle future generazioni ai prodotti stagionali locali». L’assessora alle Politiche educative e scolastiche, Cristina Piva, aggiunge: «Occorre insegnare ai ragazzi e alle ragazze che anche a tavola si può avere cura del nostro ambiente, facendo scelte consapevoli e determinanti. Si può, ad esempio, contribuire a valorizzare le risorse del territorio; nel contempo, tutto ciò serve a fare riflettere: ogni azione che svolgiamo può influire sul cambiamento. Favorire il consumo di prodotti del territorio, oltre a garantire freschezza e qualità, ci introduce in un percorso etico ed ecologico che fa bene al nostro Pianeta».

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