Mercoledì, 22 Settembre 2021
Attualità

Biennale streetart, è polemica sui superwalls

Prima l'ordine degli architetti, poi il consigliere Lonardi attaccano la manifestazione. In particolare sono due le opere che hanno attirato gli strali degli architetti. Il consigliere d'opposizione Lonardi: «Sospendere tutte le autorizzazioni per nuovi murales»

L'Ordine degli architetti, ha fortemente criticato alcuni superwalls realizzati durante la Biennale Streetart 2021. Per l'Ordine alcune opere «hanno portato esiti a dir poco infelici», hanno scritto in una nota ufficiale. In particolare sono due le opere che hanno attirato gli strali degli architetti.

Opere criticate

La prima il grande murale floreale realizzato sulla parete del blocco centrale del Nuovo Polo di Psicologia di via Venezia, l'altra la torre piezometrica di Aps in via Bottazzo. Secondo l'ordine una toglie coerenza e deturpa il complesso concepito dagli architetti che l'hanno progettata, l'altra è troppo visibile da Prato della Valle. «La si vede a sinistra della facciata della Basilica di Santa Giustina, con il risultato di avere reso ancora più evidente un elemento di disturbo preesistente», evidenziano. 

Politica

A gettare benzina sul fuoco delle polemiche ci ha poi pensato il consigliere comunale Ubaldo Lonardi che già il 18 giugno, quindi prima dell’inizio della manifestazione che ha poi prodotto i grandi murales, aveva, con una lettera al Sindaco Giordani e all’assessore Andrea Colasio, posto più di qualche interrogativo. Il consigliere a suo tempo ne faceva una questione di gusto, sensibilità e opportunità. Non tutti apprezzano, sono in luoghi strategici della città, questo in sintesi sosteneva a giugno Lonardi. Motivo per cui chiedeva regole più chiare e in qualche modo più stringenti.

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La presa di posizione dell’ordine degli architetti ha così trovato in Lonardi un alleato che a distanza di una settimana torna sulle sue posizioni e rincara la dose attaccando l’amministrazione: «In attesa che vengano discusse delle norme che sappiano armonizzare l’espressione artistica con il rispetto della città, come sostenuto anche dall’ordine degli architetti, chiedo che vengano sospese l’automatica riedizione di street art insieme a tutte le autorizzazioni, che auspico siano necessarie anche per i murales. Sarebbe grottesco vedere trasformata la città dell’affresco in città dei murales». Se la Biennale Streetart vede la compartecipazione di enti come l’Università o partecipate come Aps, quella dei graffiti è in origine arte di strada, spesso legata a proteste e rivendicazioni. Curioso che proprio nel momento in cui i maggiori artisti internazionali vengono chiamati su commissione da enti e comuni, si sia riaperta la discussione su come regolamentare qualcosa che esiste proprio perché oltrepassa le regole. Una contraddizione che prima o poi andrà affrontata. 

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