In costante crescita: approvato il bilancio consuntivo della Fondazione Città della Speranza

«Siamo tutti consapevoli, e in questi ultimi tempi di standby ancora di più, quanto siano importanti e ingenti le risorse che servono alla ricerca in senso lato e soprattutto a noi per permettere a questa Fondazione e all’Istituto di Ricerca Pediatrica di essere competitivi ed eccellenti quanto e più di altre istituzioni simili»

Si è tenuta l’Assemblea generale dei soci di Fondazione Città della Speranza Onlus, durante la quale è stato presentato e approvato il bilancio consuntivo 2019 che, di fatto, ha concluso il 25esimo anno di attività.

Bilancio

I risultati sono particolarmente positivi: i proventi complessivi sono pari a 9.117.208 euro (+890.0000 euro rispetto al 2018); il risultato gestionale è di € 2.750.740 rispetto ai 3.795.694 euro del 2018 (il differenziale di circa 1.045.000 euro è dovuto essenzialmente all’incremento del budget messo a disposizione per i bandi di ricerca); il patrimonio netto è passato da 28.919.578 a 31.420.809 euro. In crescita continua anche il 5x1000: le firme sono passate da 53.518 a 54.385, per un contributo pari a 1.626.406 euro, a testimonianza della trasparenza della Fondazione e della credibilità acquisita nel corso degli anni.

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Afferma il presidente Stefano Galvanin: «Siamo tutti consapevoli, e in questi ultimi tempi di standby ancora di più, quanto siano importanti e ingenti le risorse che servono alla ricerca in senso lato e soprattutto a noi per permettere a questa Fondazione e all’Istituto di Ricerca Pediatrica di essere competitivi ed eccellenti quanto e più di altre istituzioni simili. Qualche anno fa dicevamo di dover raggiungere i dieci milioni di euro di proventi e ci siamo praticamente arrivati; ora, con il fermento che sentiamo, dobbiamo dire che ce ne serviranno almeno venti nel medio periodo». Il presidente ha poi ricordato sia i pazienti venuti a mancare nel 2019 nel reparto di Oncoematologia pediatrica di Padova sia quanti hanno scelto di investire nella ricerca pediatrica attraverso un lascito testamentario solidale. Dal 1994, anno di fondazione di Città della Speranza, ad oggi sono stati ben 50 tali lasciti, per un ammontare complessivo incassato di circa 8,8 milioni di euro. «Più si cresce, maggiori sono le risorse di cui la ricerca necessita per poter raggiungere nuovi e significativi risultati», ha aggiunto il fondatore Franco Masello che, nel sottolineare l’importanza della collaborazione anche tra realtà simili, ha citato l’esempio della Fondazione San Bortolo di Vicenza che recentemente ha destinato 50mila euro al progetto immunologico sul Covid-19 in corso di svolgimento in Istituto di Ricerca Pediatrica.

Passato, presente e futuro

Sono intervenuti inoltre il vicepresidente della Fondazione Cariparo, prof. Donato Nitti, che ha ribadito la volontà di continuare ad essere presente sul territorio, e la prof.ssa Alessandra Biffi, direttrice della Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova, che ha raccontato delle sfide a cui è chiamata la ricerca, dei passi avanti compiuti e della riorganizzazione del reparto che il Covid-19 ha imposto per tutelare la salute di tutti. Andrea Camporese, Antonio Parbonetti e Antonella Viola, rispettivamente amministratore delegato, presidente e direttrice scientifica dell’Istituto di Ricerca Pediatrica, si sono invece soffermati sulla crescita e l’attrattività di tale centro nell’ultimo anno, sia sotto il profilo delle linee di ricerca, sia per quanto riguarda gli investimenti in facilities. L’assise è stata anche l’occasione per ufficializzare, come da statuto, l’inserimento di tre nuovi membri nel Consiglio direttivo. A seguito dei posti vacanti lasciati Paola Beggio, Giordano Malfermo e Vicinio Trulla, dimessisi per motivi personali, sono subentrati Marino Finozzi, Denis Moro e Lara Pilotto. Ai tre nuovi componenti sono state consegnate, come da tradizione, le spille di Città della Speranza.

"Una squadra per la ricerca"

A margine dell’assemblea, è stata presentata la staffetta “Una squadra per la ricerca” in programma sabato 26 settembre nei centri di 17 città italiane: Avellino, Bari, Bologna, Bracciano, Cagliari, Civitavecchia, Firenze, Mantova, Milano, Piacenza, Palermo, Sabaudia, Roma, Treviso, Torino, Verona e Vicenza. Organizzata dal Comando Forze Operative Terrestri di Supporto dell’Esercito Italiano, con sede a Verona, vedrà schierate circa 30 squadre, composte da 12 atleti ciascuna, che si alterneranno nell’arco di 12 ore attorno a specifici percorsi ad anello, con l’obiettivo di percorrere più chilometri possibile. La somma di questi ultimi sarà convertita in una donazione per la ricerca pediatrica, grazie al contributo dei sostenitori.

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Assegno

In chiusura, la Fipav Padova ha consegnato un assegno di 3.350 euro, frutto della raccolta fondi della scorsa stagione sportiva, effettuata prima del lockdown. “Da 22 anni sensibilizziamo le famiglie, attraverso i piccoli atleti del minivolley, sull’importanza di contribuire alla ricerca – ha detto la presidente Cinzia Businaro –. Abbiamo perso il conto di quanto abbiamo donato, ma siamo orgogliosi di aver partecipato alla realizzazione della Torre della ricerca che sentiamo anche un po’ nostra. Per noi non è importante la cifra, ma poter raggiungere un numero sempre maggiore di persone attraverso queste nostre attività”.

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