Biodiversità: ecco il decalogo per salvare le api e gli insetti impollinatori

Provincia di Padova e Coldiretti mettono a punto le linee guida con le buone pratiche per gli agricoltori a tutela degli insetti tanto preziosi. Sono 12mila le arnie in tutto il territorio

Elisa Venturini con un apicoltore

Per tutelare le api e gli insetti impollinatori la Provincia di Padova e Coldiretti Padova stanno sensibilizzando proprio gli agricoltori diffondendo delle linee guida da seguire in campagna per non ostacolare il lavoro di questi preziosi insetti. «Si tratta di una serie di indicazioni che abbiamo condiviso durante alcuni incontri in Provincia – spiega Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – proprio per individuare le “buone pratiche” che gli agricoltori possono mettere in campo per mantenere un ambiente idoneo per la vita delle api e degli altri insetti pronubi, che rappresentano un fattore essenziale per la produttività delle piante e incidono in modo significativo sulla quantità e la qualità delle produzioni. Le api forniscono all’agricoltura un patrimonio notevole sul fronte dei prodotti ottenuti sia per tutte le colture frutticole che per quelle sementiere e orticole».

Il seminario

Un’attenzione ribadita da Elisa Venturini, consigliere provinciale con delega all’ambiente, che martedì ha moderato il seminario on line di Anci Veneto Formazione “Ape bene Comune. Vademecum per le pubbliche amministrazioni e per gli agricoltori per un Comune amico delle api”, a cui hanno partecipato esperti, amministratori degli enti locali, organizzazioni agricole e apicoltori. «Le api svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione ambientale della biodiversità – ricorda Venturini - perché contribuiscono all’impollinazione della maggior parte delle piante spontanee e selvatiche, garantendone la moltiplicazione e la propagazione. La collaborazione con gli agricoltori è fondamentale per garantire un ambiente sano e in equilibrio. Tutti insieme possiamo fare qualcosa per il nostro ecosistema, nel quale le api giocano un ruolo insostituibile».

Buone pratiche

Il consigliere Venturini ha potuto sperimentare i risultati dell’applicazione delle buone pratiche in agricoltura durante la visita ad un alveare di Baone, dell’azienda agricola “De Facci Graziosa”, storico produttore di numerose varietà di miele, da sempre attento alla tutela delle proprie arnie, poste nei boschi dei Colli Euganei. «Ogni giorno ci prendiamo cura delle nostre api – spiega il titolare Antonio Ferraretto – la cui attività e produttività è legata a numerosi fattori, tra loro in delicato equilibrio. Se sul meteo non possiamo intervenire più di tanto, molto possiamo fare invece sul fronte degli atteggiamenti responsabili da adottare nelle altre coltivazioni, oltre che sul necessario impegno per la riduzione dell’inquinamento».

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Le linee guida

Nella nostra provincia si contano circa 12 mila arnie e una produzione potenziale di circa 4 mila quintali di miele, oltre ai derivati. Gli apicoltori sono poco più di 1.100, per la maggioranza hobbisti, quest’anno in crescita, accanto ai quali vi sono alcune decine di professionisti che assicurano la produzione del miele padovano. Un prodotto locale ricercato e apprezzato dai consumatori, nonostante la concorrenza di miele straniero di qualità nettamente inferiore. Le linee guida per la tutela delle api prevedono, sottolinea Coldiretti Padova, cosa si deve e cosa non si deve fare per proteggere le api. Ad esempio non vanno effettuati trattamenti con insetticidi e prodotti tossici per le api nel periodo di fioritura delle coltivazioni, comprese quelle che possono essere visitate dalle api come soia, mais, vite, barbabietola ecc. Nella fase di prefioritura vanno evitati trattamenti con prodotti ad azione repellente per le api. Prima dei trattamenti è necessario invece falciare o trinciare le piante spontanee presenti nei campi coltivati, ad esempio vigneti e frutteti. Vanno sempre rispettate le prescrizioni relative alle api riportate nelle etichette dei prodotti fitosanitari. I trattamenti devono essere effettuati solo a seguito di una attenta verifica della loro effettiva necessità e questo vale anche per gli interventi effettuati dalle amministrazioni pubbliche e dai privati contro le zanzare o gli altri insetti nocivi per l’uomo.

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