Blocco delle auto Euro 4 posticipato al 2021, Gallani: «Si rischia di fare solo confusione»

Gli assessori regionali di Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto hanno deciso di spostare il blocco degli Euro 4 Diesel dal 1 ottobre 2020 al 1 gennaio 2021. Una decisione criticata dall'assessore al Verde di Padova: «Mi chiedo perché non si sia deciso di posticipare le nuove limitazioni all’autunno 2021, senza inserire un’ulteriore scadenza»

Gli assessori regionali di Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto, riunitisi giovedì 30 luglio al tavolo per discutere delle modifiche dell’ormai noto Accordo padano per il miglioramento della qualità dell’aria del 2017, hanno deciso di comune accordo di spostare il blocco degli Euro 4 Diesel dal 1 ottobre 2020 al 1 gennaio 2021. 

Il commento dell’assessore Gallani

L’assessore al Verde, Chiara Gallani, esprime la sua preoccupazione: «Negli ultimi mesi abbiamo lavorato per affrontare la prossima stagione invernale e le misure a contenimento dell'inquinamento da polveri sottili. Ci siamo riuniti tra assessori dei sette comuni capoluogo e il 9 luglio scorso al CIS (Comitato di Indirizzo e Sorveglianza della Regione Veneto)  abbiamo sollecitato la Regione a confrontarci con anticipo, anche per affrontare il tema alla luce dell'emergenza sanitaria che ci ha investiti, con conseguenze sia sul nostro ambiente e la nostra aria che sulla situazione socio economica. È di ieri – ricorda Gallani – l'importante notizia dell'accordo tra le quattro regioni del bacino padano per rinviare il blocco degli euro 4 diesel. È certamente positivo che tutte le Regioni coinvolte discutano e trovino soluzioni assieme, perché l'aria è un tema complesso, che riguarda tutte e tutti e deve essere affrontato in maniera condivisa. Non nascondo però una forte preoccupazione: l’accordo padano è costruito sulla stagione inquinata (ottobre - marzo) e non sull’anno solare. Introdurre delle limitazioni a metà della stagione può creare grossi problemi sia nella gestione da parte dei Comuni, che nella stessa stagione si troveranno a gestire due differenti provvedimenti, sia per quanto riguarda i cittadini, ormai abituati a ragionare su un certo tipo di stagionalità e il rischio è quello di generare ulteriore confusione». 

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Le motivazioni

Nel comunicato stampa congiunto degli assessori regionali si possono individuare le ragioni che hanno portato a tale scelta: da un lato l’effetto che il lockdown ha avuto sulle emissioni complessive (una minore quantità di inquinanti immessi in atmosfera) dall’altro una giusta considerazione sull'incertezza di quello che sarà il futuro dal punto di vista economico e sociale, con forti vincoli per l’utilizzo del trasporto pubblico locale, legati anche a norme sul distanziamento e alla tutela sanitaria, e persistenza dello smartworking che ridurrà necessariamente la mobilità dei lavoratori. «Proprio perché condivido queste premesse e sono dell’idea che fosse necessario rivedere l’accordo per questo 2020, mi chiedo perché non si sia deciso di posticipare le nuove limitazioni all’autunno 2021, senza inserire un’ulteriore scadenza che ha come risultato solo generare confusione – fa notare Gallani – A tutto ciò va aggiunta anche l’incertezza generale sullo stato dei contagi e sulla diffusione del virus. Non sappiamo che cosa succederà il prossimo autunno e il rischio è quello di lavorare su una misura che poi dovrà essere posticipata data la situazione. Comprendo le necessità di mediazione tra assessori regionali ma avrei preferito una misura univoca. Invece questo risultato è un nonsense da ogni punto di vista, scientifico e di gestione, senza aspetti positivi né per l’ambiente né per i cittadini».

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