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Uno dei cartelli esposti nella notte da CasaPound Padova

Uno dei cartelli esposti nella notte da CasaPound Padova

Blocco del traffico, la provocazione di CasaPound: arriva il "test di povertà per padovani"

Il movimento politico di destra ha affisso in città dei cartelli contro lo stop delle auto (affiancandoli a quelli del Comune con le misure di limitazione) e chiede «lo sconto del 41% del bollo per i residenti colpiti dal provvedimento»

"Test di povertà per i padovani". La provocazione di CasaPound contro il blocco del traffico parte da una serie di finti cartelli (con tanto di "semaforo") apposti nella notte tra lunedì 22 e martedì 23 ottobre al fianco di quelli reali del Comune di Padova con l'indicazione delle misure di limitazione. Un modo per "canzonarli", ma anche per lanciare una nuova battaglia.  

Decurtazione del bollo auto

A spiegarla è proprio il direttivo provinciale del movimento politico di destra, il quale affida il proprio pensiero a un comunicato che denuncia come «l'attuazione radicale attuata dalla Giunta Comunale di Padova del blocco del traffico e voluta dalla Regione Veneto, dando seguito ad una direttiva europea con il preconcetto ideologico che la fonte primaria dell’inquinamento atmosferico siano i veicoli diesel, ha creato un forte disagio a moltissimi cittadini (privati e commercianti), in ambito sopratutto lavorativo». CasaPound lancia quindi una campagna di contrasto al blocco, richiedento una detassazione immediata del bollo auto. Alessio Tarani, esponente di CasaPound Italia Padova, spiega nel dettaglio l'iniziativa: «Rileviamo come questo blocco colpisca migliaia di automobilisti, vittime di una vera e propria 'patrimoniale' sulla povertà che di fatto impone una rottamazione forzata della propria auto ai cittadini a basso reddito. La lotta all'inquinamento non può essere condotta semplicemente sulle spalle dei cittadini. A Padova - prosegue Tarani - i mezzi pubblici non sono ancora in grado di sopperire a tutte le tratte di spostamento lavorativo. Se valutiamo che i mezzi privati incriminati sono obbligati a rimanere fermi per il 41% dei giorni che si contano in un anno, è giusto che i cittadini vengano rimborsati, almeno per sopperire alle spese di trasporto alternativo. Se il bollo è la tassazione di un bene e la Regione Veneto decide tramite un divieto di rendere inutilizzabile questo bene per un determinato periodo, che allora venga scontato ai cittadini un importo in percentuale pari ai giorni d'inutilizzo del bene stesso, ovvero che allora venga applicata una decurtazione del bollo auto del 41%. Abbiamo deciso quindi di approntare una raccolta firme per promuovere questa richiesta da presentare alla Giunta regionale - conclude Tarani - sia attraverso un circuito di petizioni web, sia attraverso una modalità tradizionale, ovvero tramite raccolta firme nelle piazze».

Cartello via Cave Casapound-2


 

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