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A Budapest gli avvocati veneti dei Giuristi Democratici per l'udienza a Ilaria Salis: «Finalmente senza catene»

Il racconto dal tribunale dell'avvocato Giuseppe Romano del foro di Venezia e della collega Aurora D'Agostino, copresidente dei Giuristi Democratici. I due legali di nuovo in Ungheria con l'incarico di osservatori internazionali

Nella mattinata di venerdì 24 maggio si è svolta la terza udienza del processo a carico di Ilaria Salis. Anche in questa occasione una delegazione di osservatori dei Giuristi Democratrici veneti si sono recati in Ungheria. Stiamo parlando dell'avvocato Giuseppe Romano del foro di Venezia e della collega Aurora D'Agostino, copresidente dei Giuristi Democratici. 

Ilaria Salis è arrivata in aula nel processo che la vede imputata, per la prima volta senza catene e manette. Ad accompagnarla in taxi, come ci hanno raccontato dalla delegazione di Giuristi Democratici, il padre Roberto Salis che da mesi si sta battendo per far trasferire in Italia la figlia, che da poco ha ottenuto i domiciliari. La Salis è detenuta in Ungheria in attesa di processo da più di 15 mesi. 

Anche nell'udienza di oggi non sono mancati i colpi di scena, come quando il giudice rivolgendosi a uno dei testimoni ha detto pubblicamente dove è domiciliata. «Tutti sanno dei pericoli che corre qui a Budapest, Ilaria Salis. Le minacce sono continue, problemi ci sono stati anche nelle precedenti udienze, dove addirittura alcune persone erano state aggredite da neonazisti», spiega l'avvocata D'Agostino. La legale padovana mette poi in evidenza anche che il difensore dell'italiana ha fatto presente che Salis è candidata alle Europee, elemento del quale ufficialmente il tribunale non era a conoscenza perché non è mai stato ufficialmente informato dall'ambasciata italiana. «Il padre della Salis si è rivolto subito verso l'ambasciatore italiano, presente in aula, che ha sollecitato in modo deciso affinché si facesse questo passaggio e lamentando, come fa da mesi, una certa carenza dell'azione da parte del governo», spiega ancora D'Agostino. Come ci è stato ancora spiegato, la prossima udienza si terrà il 6 settembre, periodo in cui Salis dovrà leggere tutti quelli che sono i capi d'imputazione a suo carico. 15mila pagine tutte finalmente tradotte in italiano. Un problemo, questo della comprensione e della lingua, che entrambi gli avvocati ci hanno spiegato essersi presentato anche in aula. 

Nel corso di questa udienza istruttoria sono stati ascoltati una vittima e due testimoni. «Durante il controesame si è dimostrato che tra le cose che si scrivono e ciò che viene dichiarato in aula ci sono tante incogruenze. La vittima ad esempio aveva dichiarato di aver avuto dei danni alle costole, ma la visita che ha fatto per dimostrare di essere stato aggredito è avvenuta dopo tre mesi. E in quel periodo ha ammesso di aver perfino praticato sport. Un fatto che ha riconosciuto anche la pubblica accusa», ha spiegato l'avvocato Romano. «Un altro elemento che fa ben sperare per la difesa di Ilaria Salis è che come si è potuto constatare anche oggi, lei non è mai presente nei video a disposizione dell'accusa», spiega il legale. 

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