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L'autobus sbaglia strada e Lorenzoni lo fotografa: «Simbolo dell'inefficienza di BusItalia»

L'attuale portavoce dell'opposizione in consiglio regionale ed ex vicesindaco di Padova: «Con che coraggio continuiamo a chiedere ai cittadini di lasciare a casa la macchina per ridurre l’inquinamento e non ingolfare il traffico?»

«Quanto accaduto stamattina (1 marzo) è inaccettabile: BusItalia tradisce i più elementari elementi del servizio pubblico e a farne le spese sono, come al solito, i cittadini». La denuncia, con tanto di foto, arriva da Arturo Lorenzoni, oggi portavoce dell'opposizione in consiglio regionale, ma viceesindaco di Padova fino al 2020. Non solo vice di Giordani. Lorenzoni infatti aveva proprio le deleghe alla mobilità ed era stato tra coloro che aveva istituito la gara per la gestione del trasporto pubblico poi vinta da BusItalia.

La vicenda

Intorno alle 7.30 di oggi 1 marzo, l’autobus numero 14 ha sbagliato strada, rimanendo incastrato all’altezza della curva di via Cesarotti, a Pontecorvo, creando disagi a tutta la città: «Per passare nella strettoia prima del ponte deve aver fatto una gran fatica. E per di più nell’ora di punta - sottolinea Arturo Lorenzoni, testimone diretto del fatto - .Si è formata subito una lunga colonna. Personalmente ritengo che l’autista non abbia alcun tipo di responsabilità. Piuttosto, BusItalia sembra aver dimostrato, ancora una volta, di non essere in grado di gestire il servizio di trasporto pubblico a Padova e in provincia. Non è concepibile che un mezzo pubblico rimanga incastrato in un posto dove gli autobus non dovrebbero nemmeno transitare. Ma possibile che a bordo non vi sia un navigatore?”.

BusItalia

«Tale ennesimo disservizio mostra che Busitalia Veneto deve agire al più presto e con determinazione per adeguare il servizio ad uno standard almeno decoroso. La situazione di BusItalia sembra proprio sfuggita di mano. E non si tratta solo di risorse economiche, scivolate di questo tipo tradiscono una debolezza organizzativa grave. Le inefficienze sono evidenti a tutti, non possiamo parlare di sostenibilità e di città smart senza investire davvero nel trasporto pubblico. Altrimenti - conclude Lorenzoni - con che coraggio continuiamo a chiedere ai cittadini di lasciare a casa la macchina per ridurre l’inquinamento e non ingolfare il traffico?».

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