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Venerdì, 2 Dicembre 2022
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Caos BusItalia, Ostanel: «Fondi adeguati e agenzia unica: la Regione intervenga con urgenza»

De Berti replica: «Versati quasi 80 milioni di euro per far fronte ai ritardi dello Stato». Intanto continuano a saltare corse e mancano autisti

BusItalia è in crisi e gli aumenti di gasolio, metano e dell'energia non aiutano. Come scrive il Mattino di Padova a fine agosto il metano è arrivato a costare il 105 per cento in più, ma entro l'anno sono previsti picchi fino al 200 per cento. Le bollette dell'energia invece sono cresciute dell'85 per cento e il gasolio del 30. Questo contribuirà a peggiorare un servizio che da settembre è in affanno, con taglio di corse e poco personale. Ora ci sarà un tavolo tecnico: «Bene la richiesta di un tavolo tecnico per il trasporto pubblico, ma quello che serve è finanziare il trasporto pubblico e velocizzare la creazione di un'agenzia unica che permetta a comuni, province e gestori del trasporto di non pagare l'Iva sul contributo chilometrico. Senza queste due azioni ogni tecnico tavolo sarà inutile» commenta la consigliera regionale del Veneto che Vogliamo, Elena Ostanel. A chiedere il tavolo era stata Elisa Venturini, consigliere regionale di Forza Italia

Ostanel

«Mi associo alla richiesta della collega Venturini per poter avere presto un tavolo tecnico sulla situazione a Padova: Bus Italia deve chiarire quale sia il piano di gestione per i prossimi anni e se davvero ha interesse lavorare per garantire un trasporto pubblico di qualità - continua la consigliera regionale - .Ad oggi non è così ed è indicativo che gli autisti abbiano un piano orari solo fino a fine mese. Non si può lavorare così. Va fatta chiarezza subito, perché altrimenti vanno studiate diverse strategie di gestione, in cui il Comune possa riprendere più controllo della gestione di un'azienda a dir poco strategica». La consigliera Ostanel quindi chiude: «È da anni che attendiamo che la Regione intervenga e ora non c'è più tempo: ogni aumento di costo viene scaricato sul servizio e quindi sui cittadini e questo non è accettabile»

De Berti

Prima di Elena Ostanel era stato l'assessore alla mobilità Andrea Ragona ad attaccare la Regione. E prima ancora lo aveva fatto con Ferrovie dello Stato, denunciando sostanzialmente lo stato di abbandono di BusItalia e la mancanza di sostegno economico. A replicare è la vice di Luca Zaia, che ha la delega al trasporto pubblico, Elisa De Berti: «Ragona forse dimentica che non più tardi di un mese e mezzo fa il Veneto è stato fra le poche regioni italiane a stanziare risorse straordinarie pari a 6,5 milioni di euro a favore del trasporto pubblico locale su gomma proprio per il caro carburante, mentre dallo Stato ancora non è arrivato nulla - sostiene De Berti - .Sempre la Regione, in settembre, ha anticipato alle aziende del comparto 74 mln di euro (di cui 8 milioni all’ente di governo di Padova) per sopperire al ritardo nell’assegnazione del saldo del Fondo Nazionale Trasporti da parte del governo – prosegue la Vicepresidente – Ancora prima, a gennaio, avevamo anticipato oltre 80 mln di euro sempre per far fronte al ritardo nei trasferimenti da parte dello Stato. Credo, insomma, che l’attenzione della Regione verso gli enti locali che gestiscono il trasporto, verso le aziende e verso i cittadini sia sempre stata elevatissima.Suggerisco all’Assessore Ragona di informarsi meglio prima di rilasciare simili dichiarazioni e dedicare il suo tempo a verificare che la gestione del servizio nella città di Padova sia effettuata in maniera efficiente perché così non appare, viste le continue lamentele che arrivano dai cittadini, in Regione, per corse non regolari, cancellate e mezzi molto affollati. Colgo infine l’occasione per ricordare che non compete alla Regione, bensì all’ente di governo e quindi anche al Comune di Padova, la gestione del contratto con BusItalia, particolare che un amministratore esperto e di lungo corso come Ragona dovrebbe ben sapere. Il problema del caro carburanti è di carattere nazionale e internazionale, e le regioni nell’ambito del coordinamento nazionale si sono attivate per proporre al governo soluzioni volte a risolvere un problema che non coinvolge solo i trasporti ma tutti i settori della società» conclude la vicepresidente De Berti.

Fratelli d'Italia

Sul tema si sono espressi anche i consiglieri comunali di Fratelli d'Italia, Matteo Cavatton, Elena Cappellini ed Enrico Turrin: «Mentre l'amministrazione organizza domeniche ecologiche e chiede ai cittadini di lasciare a casa l'auto - sostengono - Busitalia taglia le corse del trasporto pubblico. Prima di decidere della vita delle persone, un amministratore assennato dovrebbe preoccuparsi di far funzionare i servizi, altrimenti l'unica scelta che si lascia ai padovani è quella di andare a piedi. Siamo di fronte a palesi violazioni del contratto di servizio e il silenzio del sindaco su questo tema non è più accettabile. Lo scorso anno Giordani aveva annunciato l'uscita di Padova dall'Ente di bacino: ora che è anche presidente della Provincia, cosa intende fare? Nella sua doppia veste ha autorità assoluta in materia, perché Busitalia continua a fare quello che vuole? E' grado questa società di adempiere al contratto che ha siglato, vincendo un bando pubblico da centinaia di milioni? Perché se non è in grado, Comune e Provincia dovrebbero attivare la procedura di recesso e affidare questo servizio a chi è capace di svolgerlo. Invece siamo di fronte a un totale disimpegno dell'amministrazione su questo tema: lo scorso anno, tramite APS, ha ceduto parte delle quote societarie, scendendo dal 45% al 25% e perdendo così potere contrattuale. Poi sono stati ceduti due veicoli della linea tranviaria, depatrimonializzando il Comune, per ricapitalizzare Busitalia. E si continua a puntare sul tram ignorando il problema dei costi energetici in ascesa vertiginosa: oggi si parla di 15mila euro al giorno per batteria. E' ancora sostenibile questo mezzo? Non vorremmo che per salvare il tram si arrivasse al fallimento di Busitalia, e la città si trovasse semplicemente senza più un sistema di trasporto pubblico. Venezia ha annunciato ufficialmente di rinunciare alla terza linea dello stesso mezzo su cui invece Padova si è appena impegnata per 113 milioni. Poi si tagliano le corse dei bus perché non ci sono soldi. Ricordo che i fondi a disposizione dal Pnrr non sono legati a questa particolare tecnologia, ma più in generale agli obiettivi di un trasporto pubblico più sostenibile: lo specifico progetto potrebbe essere cambiato e rimodulato, senza perdere questi finanziamenti»

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