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BusItalia nel caos, Cgil: «Basta rimpalli, serve rendere attrattivo il lavoro di autista»

I sindacati se la prendono con la politica, che dietro al caos del trasporto pubblico non assumerebbe decisioni e starebbe strumentalizzando la situazione

«Quel che sta succedendo in queste settimane, in tema di Trasporto Pubblico Locale nella nostra Provincia, rivela una situazione di criticità che non ha precedenti: saltano le corse, studenti e pendolari restano a piedi, si chiede agli autisti di fare ogni sorta di sacrificio, mentre interi paesi della provincia restano isolati perché non vi sono corse di rientro. Ebbene a fronte di questa situazione via via più catastrofica, assistiamo ad un rimpallo di responsabilità e litigi tra gli attori coinvolti – in primis Busitalia Veneto, e quindi Ferrovie dello Stato, ma anche Comune, Provincia, Regione e Stato – dove ognuno scarica sull’altro la responsabilità di quanto sta accadendo senza però indicare concretamente una via percorribile per trovare una soluzione. Sembra di assistere ad una scena de ‘le baruffe chiozzotte». È secco Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil di Padova, sulla situazione di Busitalia Veneto, l’Azienda di Trasporto Pubblico Locale al centro di un’accesa discussione tra esponenti politici locali, appartenenti a tutti gli schieramenti, e attori istituzionali di vario livello, in seguito alle evidenti carenze con cui sta procedendo il servizio, soprattutto da quando è ripreso l’anno scolastico.

Cognolatto

«Perché – continua Cognolatto – mi sembra del tutto evidente che allo studente rimasto a piedi che dovrà saltare o arrivare in ritardo alle lezioni, e alla sua famiglia, non interessa nulla delle polemiche tra i vari esponenti politici e assessori comunali o regionali. Qui abbiamo un problema: stop alle chiacchiere e si proceda con i fatti al fine di risolverlo. Sono anni che noi del sindacato, del tutto inascoltati, solleviamo il problema delle condizioni lavorative degli autisti ed è da altrettanto tempo che abbiamo paventato quel che puntualmente si è verificato e cioè che se non si fosse intervenuto sul personale, aumentando innanzitutto gli stipendi, saremmo arrivati ad una situazione come quella attuale, ossia ad una carenza di autisti in grado di compromettere la funzionalità del servizio. Ci sembra quindi chiaro – conclude il Segretario Generale della Filt Cgil Padova – che la prima cosa da fare è smetterla di litigare sulla stampa e impegnarsi tutti, Azienda, Sindacati e tutte le Istituzioni coinvolte, per affrontare di petto questa questione principale e trovare una soluzione che consista in un credibile e robusto piano di investimenti diretti, in primis, a rendere appetibile Busitalia nell’ambito del mercato del lavoro al fine di arrestare la continua emorragia di autisti. Per fare questo servono politiche che incentivino la loro assunzione, occorre rendere appetibile questo lavoro soprattutto ai giovani, assicurando loro un contributo per il conseguimento della patente e fornendo la garanzia, una volta ottenuta, di una veloce assunzione con uno stipendio dignitoso e turni lavorativi decisamente meno massacranti di quelli attuali. Il rischio, se non si interviene, è di lasciare questo territorio privo di un sistema di Trasporto Pubblico Locale con tutte le inevitabili conseguenze, in termini di costi, che si abbatteranno sulla cittadinanza»

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