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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Caldo e siccità, invenduto il 30% di fiori, piante e ortaggi

Coldiretti Padova: dopo la ripresa dello scorso anno il florovivaismo fa i conti con aumenti dei costi di produzione, clima e calo dei consumi

Il caldo e la siccità non lasciano tregua e mettono in difficoltà il florovivaismo padovano: aumenta di giorno in giorno infatti la quantità di fiori, piante da giardino e da orto rimaste invendute a causa delle difficoltà di queste settimane. E’ di circa il 30% la quantità di prodotto rimasto nei vivai e purtroppo destinato alla distruzione, considerate anche le difficili condizioni climatiche, in particolare il caldo, ma anche incertezze economiche delle famiglie di fronte ai continui aumenti. Restano in vivaio e in serra fiori recisi pronti per cerimonie e ricorrenze, ma anche piante come gerani, pervinca, petunie, dipladenia, portulaca, ma anche fragole, piantine di insalata e altri ortaggi.

Emergenza

L’emergenza è emersa nel corso della riunione della consulta florovivaistica di Coldiretti Padova, presieduta da Diego Masaro, imprenditore florovivaista di Legnaro, per fare il punto, insieme alle aziende del settore, di un’annata difficile, tra gli aumenti dei costi delle materie prime e dell’energia e un sensibile calo delle vendite per l’arrivo del caldo in anticipo. Ad affrontare i principali aspetti del settore c’era Nada Forbici, Presidente Assofloro e coordinatore della Consulta Florovivaismo di Coldiretti, che ha fatto il punto sulla situazione e le prospettive del florovivaismo anche alla luce delle ultimi interventi legislativi sollecitati da Coldiretti e delle risorse stanziate dal Pnrr per la riforestazione urbana. Presente l’assessore del Comune di Padova Antonio Bressa, confermato nella giunta da qualche giorno anche con le deleghe all’agricoltura e al verde urbano, due ambiti di intervento che offriranno nuove possibilità di collaborazione con Coldiretti.

Florivivaismo

Il florovivaismo a Padova conta quasi 450 aziende su un totale veneto di circa 1.500, sono circa 740 ettari dedicati alla produzione, tra serre e vivai a pieno campo. Nonostante il calo strutturale delle imprese il florovivaismo veneto, il cui valore è di circa 210 milioni di euro con un patrimonio di 1,5 miliardi di piantine, aveva saputo riprendersi dal calo imposto dalle restrizioni Covid, adattando anche l’organizzazione aziendale alla vendita on line con maggiori servizi di consegna a domicilio. In provincia di Padova, dove il florovivaismo è diffuso nel distretto di Saonara, in cui si contano ben 70 aziende, come in diversi centri della Bassa Padovana, le circa 450 aziende attive fatturano poco meno di 70 milioni di euro. Il 2021 si era chiuso con il segno positivo, con un ritorno del segno positivo sia sul fronte della produzione che del fatturato. Ma il 2022 ha segnato un’inversione di tendenza prima a causa dell’impatto degli aumenti dei costi dell’energia, del riscaldamento e delle principali materie prima e in seguito con le difficili condizioni climatiche.

Masaro

«Con il caldo si tende a comprare meno fiori e piante - ricorda Diego Masaro, presidente della consulta florovivaistica di Coldiretti Padova - e già a maggio le alte temperature avevano frenato le vendite ma la vera mazzata è arrivata a giugno con un progressivo aumento dell’invenduto. Oltretutto i consumatori, per far fronte ai rincari e all’aumento delle bollette, stanno tagliando molte voci di spesa, fra cui quella per fiori e piante. Il caldo intanto ha accelerato la crescita e la maturazione delle piante e determinato un surplus di prodotto che non viene assorbito dal mercato. Se fino ad un paio di settimane fa l’invenduto era in media del 20% ora è arrivato per alcuni produttori anche ben oltre il 30%. Preoccupante anche la situazione per i fiori recisi destinati a cerimonie, ricorrenze, anniversari e feste, con un crollo della domanda. Si pone anche il problema della stagione autunnale, considerati i costi energetici in continuo aumento. Con i costi fissi molto alti sarà un problema riscaldare le serre per coltivare, ad esempio, fiori come le stelle di natale: il pellet ormai costa il triplo e anche il gasolio non fa che crescere. I rincari si riversano non solo sui costi di riscaldamento delle serre, ma anche su carburanti per la movimentazione dei macchinari, sui costi di sementi e piantine (+134%), i fertilizzanti con aumenti che vanno da un +150 ad oltre + 200%, alle torbe con un +20% mentre per gli imballaggi gli incrementi colpiscono dalla plastica per i vasetti dei fiori (+72%) al vetro (+40%) fino alla carta (+31%) per i quali peraltro si allungano anche i tempi di consegna, in qualche caso addirittura quintuplicati». «Una spinta positiva al settore – conclude Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova - è arrivata dalla conferma del Bonus verde grazie al pressing di Coldiretti per una misura che ha permesso di incrementare il verde nelle città fornendo ossigeno e aria pulita, di piantare migliaia di nuovi alberi anche nel padovano e organizzare nuovi terrazzi con piante e fiori in abitazioni, uffici e condomini». 

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