"Io, medico, giuro che...": la campagna rivolta a chi dedica la propria vita agli altri

È soprattutto in questi mesi che i medici hanno dimostrato (sotto gli occhi di tutti) di seguire i loro principi e adempiuto al loro dovere con impegno e abnegazione, sino all’estremo sacrificio: sono più di 170 i medici e gli odontoiatri che hanno perso la vita nel corso dell’epidemia

Uno dei manifesti della campagna

Nel giurare, il medico si dichiara consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compie e dell’impegno che assume. “Io medico giuro”, tre parole cardine perchè esplicitano l’impegno di curare tutti, senza discriminazione, in ogni emergenza: si rifà ai valori richiamati nel Giuramento e nel Codice Deontologico la nuova campagna messa in campo dalla FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, che l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Padova ha fatto propria, rilanciandola ora sia sui social network sia, da lunedì prossimo 14 settembre, tramite l’affissione di manifesti nelle principali strade della città.

CAMPAGNA IO GIURO 2020 PADOVA-2

La campagna

Valori che vengono messi in pratica sempre, ma che sono diventati drammaticamente evidenti durante l’emergenza Covid-19. È soprattutto in questi mesi che i medici hanno dimostrato (sotto gli occhi di tutti) di seguire i loro principi e adempiuto al loro dovere con impegno e abnegazione, sino all’estremo sacrificio: sono più di 170 i medici e gli odontoiatri che hanno perso la vita nel corso dell’epidemia, esito estremo di quell’impegno preso con Ippocrate, vissuto autenticamente fino in fondo. La campagna mostra dunque i volti stanchi dei medici, coperti e segnati dai dispositivi di protezione individuale durante turni massacranti; a parlare solo gli occhi, e a raccontare di fatica, dedizione, generosità, impegno, costanza, una competenza e un’umanità che hanno accompagnato - sempre, senza sosta, senza tema - un lavoro faticoso a servizio del prossimo.

Medici

Li hanno chiamati angeli, li hanno chiamati eroi. «La parola che meglio li definisce - argomenta il prof. Paolo Simioni, presidente dell’Ordine dei Medici di Padova - è, semplicemente, "medici". Quella parola, “medico”, racchiude tutta la nostra essenza: il Giuramento di Ippocrate, che è il primo testo deontologico della storia della medicina, significa il rispetto della vita e della dignità del malato, la perizia e la diligenza nell'esercizio della professione. Giurare è un momento autorevole, rito laico iniziatico in cui si esplicita il senso della professione medica, richiamando i principi deontologici ed etici che devono ispirare il medico in tutti i suoi comportamenti, anche al di fuori dell'ambito dell'esercizio professionale. E il giuramento segna l'ingresso in una professione sì millenaria ma il cui scandaglio conoscitivo è continuamente sottoposto a modifiche, dato il continuo evolversi della scienza. L’emergenza Coronavirus ha dimostrato ancora una volta l’importanza dell’alleanza terapeutica medico/paziente, un’alleanza che tiene fede a quell’impegno solenne di esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l'indipendenza della professione, di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della dignità e libertà della persona cui con costante impegno scientifico, culturale e sociale ispirerò ogni mio atto professionale, di curare ogni paziente con scrupolo e impegno, senza discriminazione alcuna, promuovendo l'eliminazione di ogni forma di diseguaglianza nella tutela della salute, di perseguire con la persona assistita una relazione di cura fondata sulla fiducia e sul rispetto dei valori e dei diritti di ciascuno. Il significato di quel Giuramento è diventato drammaticamente reale e manifesto durante l’epidemia di Covid-19: è allora che tutti hanno visto quelle parole, quei precetti, farsi carne, assumere le sembianze dei medici impegnati nella gestione dell’emergenza. Ma non c’è giorno che quelle stesse parole non diventino atti concreti, al servizio della salute e del bene comune».

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