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Campo di Marte, Ferrovie spiega il progetto ai residenti: «Non basta. Andiamo da Tinè»

Il progetto del fotovoltaico continua a non convincere i comitati, nonostante i vertici di Fs abbiano evidenziato i vantaggi ambientali dell'operazione

Non è bastato ai residenti d Palestro la commissione organizzata ieri, 22 novembre. dall'amministrazione comunale, dove i dirigenti delle Ferrovie hanno spiegato il progetto del fotovoltaico sull'ex area di Campo di Marte. Gli ingegneri hanno provato a chiarire la bontà del piano e quanto questo possa portare solo benefici agli abitanti, ma una parte di loro non ne è uscita soddisfatta.

I residenti

Davide Guerini, referente del comitato sottolinea: «Una commissione inutile, perché si sarebbe dovuta svolgere in fase di progettazione e raccolta dei pareri, anziché dopo la chiusura della conferenza dei servizi. Di fronte alle rilevazioni e alle obiezioni dei residenti, Ferrovie ha risposto esprimendo le proprie motivazioni, in alcuni casi riportando in maniera artificiosa e travisata dati di studi scientifici. E' stata anche presentata una proposta di riqualificazione dell'area dei capannoni abbandonati portandola come compensazione al parco fotovoltaico, ma era già prevista dal Piano degli Interventi del Comune e nella stessa direzione andava il protocollo d'intesa firmato nel 2019 tra Ferrovie, Comune e Regione. Si prevedeva la riqualificazione urbana non solo dell'area dei capannoni, ma di tutti i 120.000 metri quadri dell'area. Si è quindi venuti meno ad un accordo di programma sottoscritto tra Fs e amministrazioni».

Le isole di calore

«Per quanto riguarda la problematica legata alle isole di calore e ad un eventuale innalzamento delle temperature, Ferrovie ha riportato come positivo il fatto che la temperatura potrebbe non aumentare, anzi potrebbe diminuire (in un range tra gli 0,1 e gli 0,5 gradi, ndr) senza però tener conto di quanto invece la temperatura potrebbe diminuire se venisse realizzata un'area verde al posto dell'attuale massicciata con binari». «Inoltre - aggiunge Giorgio Fassetta, altro componente del comitato - da un approfondimento delle norme regolanti la costruzione da parte di Rfi dell’impianto fotovoltaico di circa 4,5 MegaWatt, è emerso come nel definire le aree idonee per l’installazione degli impianti a fonti rinnovabili, le medesime non possano ricadere nelle fasce di rispetto di 500 metri da beni vincolati dai Beni Culturali. Dalla consultazione della cartografia e delle schede del sito del è emerso che l’impianto previsto viene interessato consistentemente da tre fasce di rispetto di beni con vincolo architettonico presenti su vu via Palestro e via Sorio».

Appello alla Soprintendenza

«Alla luce di quanto emerso, il Comitato ha posto formale quesito alla Soprintendenza competente per conoscere se, nella miriade di DL susseguitesi in materia di fonti rinnovabili, esiste una legge che consenta a FRI deroga alla norma sopracitata, contrariamente il vincolo di non costruzione permane e quindi circa 2/3 del previsto impianto sono fuori legge - annunciano dal comitato - .L’intervento previsto è palesemente opposto al precedente indirizzo urbanistico del Comune richiamato nel Protocollo d’Intesa e dal Piano degli Interventi - continua Fassetta - .Tale area era la contropartita a tutti gli interventi che Ferrovie attuerà nel potenziamento dello snodo strategico e della ristrutturazione della stazione per il transito del TAV e l’esigenza di costruire una nuova stazione. Di questa realtà è stata fatta comunicazione ai vertici del Comune affinché si ponga in posizione di cautela e precauzione rispetto a Ferrovie richiedendo la legittimità del progetto e l’analisi degli effetti climatici che tale impianto genererà sul quartiere e sulla città».

L'inquinamento

Maurizio Borsatto, medico di medicina generale, aggiunge: «Come più volte evidenziato è ormai superfluo ricordare che la nostra città è purtroppo all’apice per i rilevati parametri dell’inquinamento ambientale, e questo a scapito della salute di tutti noi. Purtroppo siamo anche pesantemente colpiti dall’effetto delle isole di calore scientificamente rilevate e quindi non contestabili. Unico intervento e “medicina” per intervenire sulla grave situazione ambientale che mina la salute di noi cittadini è puntare sulla costruzione di parchi, oltre ad altri interventi mirati, che vadano a mitigare gli effetti negativi legati al previsto aumento generale delle temperature». Intanto i cittadini, supportati dal Comitato, annunciano che la loro battaglia per la salute e per l’ambiente proseguirà, avviando nei prossimi giorni una petizione rivolta a Comune e Ferrovie, non escludendo il ricorso a vie legali per cercare di fermare quello che sarebbe il primo impianto fotovoltaico di queste dimensioni in pieno contesto urbano: «Fermare il consumo di suolo è doveroso e necessario, ma altrettanto si deve riconvertire a verde ogni area dove questo sia possibile» dichiarano.


 

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