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A dir poco versatile, eppure demonizzata: Coldiretti Padova prende le difese della canapa

L’organizzazione agricola fa chiarezza sulla canapa, arrivata a oltre 100 ettari di coltivazione a livello provinciale: “Ha grandi qualità in campo alimentare e terapeutico, ma non solo”

Demonizzata, ma da chi ne ignora gli innumerevoli utilizzi. Perché la “coltivazione del futuro”, in realtà, viene da un passato non troppo lontano: la canapa, poco più di mezzo secolo fa, era difatti ancora coltivata nelle campagne padovane e venete e ora è tornata in auge, tanto che nel giro di qualche anno la coltivazione è cresciuta esponenzialmente. Nella nostra provincia il balzo è stato registrato soprattutto negli ultimi due-tre anni: da pochi ettari di terreno la canapa è ora presente in oltre 100 ettari su iniziativa di quasi cinquanta produttori. A Padova, dunque, è concentrato circa un quarto della coltivazione veneta, e il dato è in continuo aumento proprio grazie alle potenzialità di questa pianta.

Gli utilizzi

Lo ricorda Coldiretti Padova: ”La canapa è utilizzata anche per esperienze innovative, con produzioni che vanno dalle farine agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a pasta, biscotti e cosmetici. Ora, dopo il parere formulato dal Consiglio Superiore di Sanità su richiesta del ministero della Salute sulla “cannabis light”, è necessario fare chiarezza da subito per tutelare i cittadini che possono beneficiare di molti prodotti a base di canapa e le decine di aziende agricole che hanno avviato la coltivazione accanto a numerose esperienze innovative. Nella nostra provincia la canapa è coltivata per usi alimentari, ad esempio per la produzione di olio o di farine per panificati, tanto che proprio a Padova ha debuttato la prima pizza con farina di canapa preparata dal campione del mondo Gianni Calaon insieme a molti altri prodotti della filiera della canapa. Non mancano le tante varianti alimentari, dai biscotti e dai taralli al pane di canapa, dalla farina di canapa all’olio per l’appunto, le cui proprietà benefiche sono state riconosciute dal Ministero della Salute, dall’Oms e da numerose ricerche. Dalla canapa si ricavano inoltre tessuti naturali ottimi sia per l’abbigliamento, poiché tengono fresco d’estate e caldo d’inverno, sia per l’arredamento, grazie alla grande resistenza di questo tipo di fibra”.

L’argomento del giorno

Sempre Coldiretti Padova, poi, specifica riguardo l’argomento al centro delle discussioni di questi ultimi giorni: “I cannabinoidi non contemplano solo il principio attivo Thc, ma soprattutto altri come il contenuto di Cbd e Cbc, per i quali la ricerca ha riconosciuto numerosi benefici per la salute, come anti infiammatorio, ansiolitico, antidepressivo, antiossidante, antidiabetico, anti ischemico, ideale per la cura dell’appetito e di digestione e molto altro ancora. Per la coltivazione e vendita di piante, fiori e semi a basso contenuto di principio psicotropo (Thc), con la nuova norma non è più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di Thc al massimo dello 0,2%, fatto salvo l’obbligo di conservare per almeno dodici mesi i cartellini delle sementi utilizzate. Secondo la norma approvata la percentuale di Thc nelle piante analizzate può inoltre oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore. Al momento risulta consentita solo la coltivazione delle varietà ammesse, l’uso industriale della biomassa, nonché la produzione per scopo ornamentale, mentre per la destinazione alimentare possono essere commercializzati oltre ai semi anche le altre componenti vegetali nel rispetto della disciplina di settore”.

Le richieste

Coldiretti Padova, infine, “per quanto riguarda il divieto di utilizzo di foglie e fiori di canapa per scopo alimentare, esprime l’esigenza che sia fatta chiarezza sulla posizione dell’amministrazione tenuto conto dei chiarimenti contenuti nella recente circolare del 22 maggio 2018 del Ministero delle Politiche Agricole che, diversamente, ammette nell’ambito delle coltivazioni destinate al florovivaismo l’utilizzo delle stesse infiorescenze. Le ragioni di chiarezza sono d’altra parte imposte dal richiamato successo che i prodotti a base di canapa hanno sul mercato europeo e molti Stati tra cui la Germania hanno già legiferato in modo dettagliato fissando il limite di sicurezza per il Thc negli alimenti sicché in base alla libera circolazione sarebbe penalizzante per gli operatori nazionali veder circolare prodotti ottenuti in altri paesi mentre in Italia valgono norme più restrittive. Restano poi aperte anche questioni di carattere fiscale legate ai prodotti ottenuti dalla canapa, di fatto produzioni agricole a tutti gli effetti. Coldiretti invita dunque il Governo a sgombrare il campo da dubbi e incongruenze in modo da agevolare la produzione ‘sana’ della canapa, destinata ad un notevole incremento nei prossimi anni”.

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