rotate-mobile
Attualità Cadoneghe

Annullate tutte le 60 mila multe dell'autovelox killer di Cadoneghe

E' arrivato il parere legale dell'avvocato incaricato dal Comune. Il sindaco Schiesaro le cancella per autotutela. Chi ha pagato sarà rimborsato

Tutte le 60 mila famose multe di Cadoneghe saranno annullate. E' arrivato il tanto atteso parere “pro veritate” dell’avvocato Antonio Greco, dal quale emerge come ci siano tutti gli elementi di illegittimità per portare il Comune a cancellare le sanzioni emesse dall'autovelox killer. Utilizzando il principio di autotutela. Ad annunciarlo è stato direttamente il sindaco Marco Schiesaro oggi, martedì 28 novembre, direttamente dall’ufficio dell’ex responsabile operativo della polizia locale Giampietro Moro (che restaindagato dalla Procura).

Cosa significa

Tutte le sanzioni elevate sulla regionale 307 dai velox comunali saranno quindi annullate. Anche chi ha già pagato avrà il rimborso, così come chi ha presentato ricorsi, non dovrà più "sbattersi" legalmente. Da mercoledì nel sito del Comune sarà scaricabile un modulo per richiedere l’annullamento dei verbali. I multati si sono dati appuntamento al Bet Bar 307 alle 18.30 per festeggiare. I motivi dell’annullamento sono diversi, e il ricorso all’autotutela va distinto in base alle tipologie di sanzioni. Ad oggi sono già state annullate già oltre 16.000 verbali, e anche oggi il Comandante ha annullato altre sanzioni.

I rimborsi

Da domani mercoledì 29 novembre, i cittadini potranno rivolgersi al Comando della Polizia Locale in viale della Costituzione 3, per essere aiutati e ricevere il modulo di domanda di annullamento in autotutela che potrà essere scaricato anche dal sito del Comune. Di questo sarà informata anche la competente Procura della Corte dei Conti perché possa rivalersi, insieme al Comune, su chi questo danno l’ha provocato.

Il sindaco Schiesaro

Il sindaco, poi, ha ripercorso tutta la vicenda che per lui è iniziata da quando ho cercato di ricostruire la verità che per il Comune attiene solo alla sfera amministrativa. «A fronte di una situazione che presentava elementi di anomalia, come sindaco ho da subito avviato una verifica sulla legittimità delle sanzioni, su diversi fronti. Questa era l’unica cosa che potessi fare, in quanto come è noto il Sindaco non ha poteri gestionali, e solo i dirigenti possono annullare i provvedimenti che emanano». Entrando nel merito, Schiesaro di quella che lui stesso definisce “Operazione verità”, ha precisato che «il mio silenzio, opportuno e prudenziale, in queste settimane non è stato menefreghismo o indifferenza, tutt’altro. E non c’è stata alcuna volontà di nascondere nulla a nessuno. Il mio ruolo da sindaco mi impone delle precise responsabilità e ho deciso di non gettarmi nell’agone mediatico perché questo avrebbe turbato le indagini penale in corso nella quale, come ho prima, non posso entrare né dire nulla.  All’inizio ho da subito difeso l’istituzione che rappresento e ho mantenuto una posizione garantista, che era d’obbligo e doverosa, e man mano che la situazione evolveva si è fatta largo la convinzione che dei funzionari non avessero fatto adeguatamente il proprio lavoro. Ed è stato a quel punto che sono andato personalmente dai carabinieri rappresentando ciò che solo in quel momento avevo saputo e scoperto».

La Procura

La denuncia ha dato così le mosse per l’avvio dell’indagine della procura, tutt’ora in corso, ed è stata propedeutica per la successiva indagine interna, «avviata su mio impulso – prosegue Schiesaro -, nel rispetto di ruoli e funzioni, garantendo l’ente e i cittadini. L’ho fatto in silenzio, subendo nel frattempo i noti attacchi mediatici, per tutelare i cittadini e il Comune, nei limiti della legalità, e nel pieno delle mie facoltà e poteri, senza cercare le luci della ribalta, affinché anche l’indagine interna potesse concludersi e dare giustizia. Ma è noto che molti, anziché tutelare i cittadini e l’interesse pubblico, preferiscono privilegiare l’immagine. Io, invece, ritengo che a parlare siano i fatti, e il fatto che oggi le sanzioni vengano annullate perché il Sindaco ha dato il corretto impulso amministrativo, ritengo sia un risultato importante».

L'indagine

Durante le fasi della ricognizione interna, il primo cittadino ha rivelato di aver incontrato «molti ostruzionismi e ostacoli di ogni sorta, e in tanti hanno cercato di mettermi i bastoni tra le ruote, di mettermi in difficoltà e di ledere, così, l’immagine del Sindaco. Nel tempo intercorso, mi sono scontrato con gravi carenze di collaborazione. Mi sono anche trovato nella situazione paradossale in cui i funzionari dell’ufficio a cui chiedevo informazioni e documenti, o non me li hanno forniti, o hanno in realtà messo in atto comportamenti devianti, alimentando la sfiducia dei cittadini verso il sindaco e l’istituzione. La conferma del clima volutamente ostile alla ricerca della verità, è il fatto che solo il 31 ottobre scorso ho ricevuto l’ultimo documento e in due settimane abbiamo avuto l’esito dell’indagine. Quindi di fatto non abbiamo perso tempo. Solo all’esito dell’indagine, e del parere pro veritate, posso dire che vi sono responsabilità amministrative del funzionario che era a capo della Polizia Locale». Commentando i ricorsi al Giudice di pace e le recenti sentenze di annullamento, Schiesaro ha sottolineato che «i motivi sulla base dei quali il Comune annullerà le multe sono in gran parte diversi da quelli generalmente indicati nei ricorsi, il che significa che verosimilmente anche l’esito di quei ricorsi potrebbe cambiare perché il Comune ha rilevato che quei ricorsi toccano i tasti sbagliati. Ma, ripeto, stiamo lavorando anche su questi aspetti, considerando che ci sono motivi diversi da quelli fatti valere in giudizio, che rendono illegittime le sanzioni. Già da domani prenderemo in considerazione come muoverci per i casi pendenti davanti al Gdp».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Annullate tutte le 60 mila multe dell'autovelox killer di Cadoneghe

PadovaOggi è in caricamento