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Cannabis legale, in pochi giorni 250mila firme per il referendum che si può sottoscrivere solo online

Il padovano Carlo Alberto Lentola, membro del comitato nazionale di Possibile, tra i promotori dell'iniziativa: «C'è grande sensibilità da parte di associazioni e cittadini a testimonianza di un grave arretrato di attenzione politica su questi temi, da parte dei partiti»

La campagna lanciata per la raccolta firme a favore di un referendum per rendere la cannabis legale in pochi giorni ha superato, e di molto, la metà delle firme utili. Ampiamente superata infatti quota duecentocinquantamila. E' la prima volta che le firme per un quesito referendario sono raccolte solo ed esclusivamente in modalità telematica. Niente banchetti quindi, si fa tutto online.

Online

«Una cosa così non si era mai vista - commenta il padovano Carlo Alberto Lentola, membro del comitato nazionale di Possibile che è tra i promotori dell'iniziativa - sembra davvero tutto d'un tratto di essere entrati nel XXI secolo. Pare quasi impossibile», inevitabile riderci su visto il nome del suo partito. «C'è un sacco di consenso. Una cosa così non l'avevo mai vista. C'è grande sensibilità da parte di associazioni e cittadini quasi come se ci fosse un arretrato di attenzione politica su questi temi da parte delle istituzioni. Fa ben sperare». Anche se la campagna trova poco spazio sui media, è bastato il tam tam sui social e il passaparola per arrivare già, il termine per la raccolta firme è fine mese, a una quota così elevata di adesioni: «Questa campagna che si svolge solo in rete, con la firma digitale e lo spid, è una novità di quest'anno che è servita anche per la campagna a favore dell'eutanasia legale a fianco dell'Associazione Luca Coscioni». 

Mafie

Decollata la campagna, inevitabile aspettarsi tante voci contro. «Ci sono tanti aspetti, quello più importante è quello di legalizzare un settore che è in mano alla criminalità organizzata. Sostanze che non sono meno pericolose di alcolici e tabacchi. Togliere business alle mafie è il primo obiettivo. Inoltre chiediamo di depenalizzare la coltivazione. Modificare le pene che riguardano questa pratica ed eliminare la pena detentiva per chi detiene e fa uso di questa pianta e dei suoi derivati. Poi è chiaro che per una legalizzazione ci vuole un'altro tipo di intervento legislativo, più articolato». Di fatto l'obiettivo è togliere la pianta dall'illegalità e togliere gli aspetti più restrittivi dell'attuale legislazione. 

Proposta

La proposta referenderia è stata presentata alla Cassazione il 7 settembre da un gruppo di esperti, giuristi e militanti, da sempre impegnati contro il proibizionismo, coordinati dalle Associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Società della Ragione e Antigone. Alla proposta hanno preso parte anche rappresentanti dei partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani. 

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