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Carlo Alberto Conte, dal dolore al dono grazie al progetto Piccolo Principe

Mercoledì 25 gennaio la messa a un anno dalla scomparsa: dalla tragedia che ha colpito la famiglia del 12enne padovano è nato percorso dedicato alla prevenzione delle morti improvvise con l’istallazione di defibrillatori, alla ricerca su questo tema e all’orientamento e formazione dei ragazzi

«Un anno fa abbiamo vissuto un evento che non avremmo mai voluto vivere. Immersi nel dolore, abbiamo sentito fin dal primo momento l’abbraccio della città, delle centinaia di persone che hanno condiviso con apprensione e amore la nostra sofferenza. Abbiamo cercato di dare un senso a tutto questo, abbiamo trovato una strada nel progetto Piccolo Principe». Così Valentina Ometto e Dino Conte descrivono il percorso difficile dell’ultimo anno, il primo senza il loro amato Carlo Alberto, il 12enne padovano “salito al cielo” il 25 gennaio 2022 a causa di un arresto cardiaco improvviso che lo ha colpito mentre disputava una corsa campestre.

Piccolo Principe

Da questo tragico fatto e dalla volontà dei genitori è germogliato un progetto straordinario che ha camminato a passi veloci, «il modo migliore per far vivere i valori di solidarietà, di aiuto e condivisione che Carlo Alberto portava in tutto quello che faceva e che abbiamo raccolto nelle tante testimonianze dei suoi amici e compagni, per i quali rappresentava spesso un riferimento, con la sua intelligenza, maturità e disponibilità verso gli altri», spiegano Valentina e Dino, che hanno scelto di trasformare il dolore in un impegno concreto in tre direzioni: l’installazione di defibrillatori nei luoghi frequentati dagli amanti dello sport, come gli argini e le aree verdi delle città del Veneto; la sensibilizzare verso i ragazzi sull’importanza della prevenzione, ma anche il supporto nell’orientamento alla scelta del percorso scolastico o professionale; il finanziamento alla ricerca sulle morti improvvise, sulle quali conosciamo purtroppo ancora troppo poco.

Messa

Mercoledì 25 gennaio 2021 Carlo Alberto verrà ricordato con una messa celebrata da don Federico Lauretta alle ore 16.30 nella Basilica di Santa Giustina e da alcuni gesti concreti che testimoniano l’impegno del progetto Piccolo Principe, nato in seno alla Fondazione Ometto: nella mattinata presso la scuola Mameli, che fa parte dello stesso istituto comprensivo frequentato da Carlo Alberto, verrà installato un defibrillatore, alle ore 11.30 a Treviso, alla presenza del sindaco Mario Conte, è in programma la consegna di 8 dispositivi donati al Comune e destinatati alla passeggiata della Restera dell’Alzaia sul Sile, luogo molto frequentato e dedicato anche alla pratica sportiva.

Fondazione

La Fondazione sta inoltre raccogliendo risorse per nuovi importanti progetti relativi all’istallazione di defribillatori che interessano le aree dei territori di Padova, Rovigo e Verona. Sul fronte della ricerca è impegnata nel finanziamento e nel sostegno a una nuova ricerca sulle morti improvvise in età pediatrica affidata alla prof+essoressa Cristina Basso, direttore dell’Unità operativa complessa di Patologia Cardiovascolare dell’Azienda Ospedaliera di Padova, per indagare le cause e impedire che altre famiglie vivano lo stesso dramma.

Exposcuola 2022

Per quanto riguarda invece l’attività di orientamento in occasione di Exposcuola 2022, lo scorso autunno Piccolo Principe ha promosso – nell’ambito del percorso della Camera di Commercio Camera Orienta - i progetti “L’azienda in classe” e “Disegna il tuo futuro” oltre un primo incontro con le scuole secondarie di primo grado per supportare i ragazzi nella scelta importante e delicata del percorso scolastico. Tanti gli obiettivi raggiunti, tanti i progetti in cantiere. «Quanto abbiamo vissuto – è la riflessione di Valentina e Dino - ci ha insegnato a non sprecare il tempo, a vivere ogni minuto della nostra vita con profondità, a non perdere un solo secondo con nostra figlia, con i nostri cari, a fare tutto quel che possiamo per aiutare gli altri, in modo nessuno debba più vivere quello che noi abbiamo vissuto. A distanza di un anno, ripercorrendo quei tragici giorni, ci sentiamo di dire un grazie alle tante persone che ci sono state vicine, a partire da tutti i medici che hanno fatto l’impossibile per salvare Carlo Alberto con incredibile umanità e professionalità, e ai tanti amici e compagni di viaggio che continuano a sostenerci nel percorso del Piccolo Principe, che è stato ed è la nostra via per dare un senso a questo grande dolore»

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