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«Giù le mani dalle Carriere Alias»: la Rete degli Studenti Medi alza la voce

Nelle ultime settimane l’associazione “ProVita” ha mandato una diffida alle scuole del Paese che hanno adottato nel loro regolamento interno la cosidetta “Carriera Alias”, uno strumento pensato per tutelare le giovani persone trans dalle discriminazioni e prevenire la dispersione scolastica in questa fascia di popolazione studentesca

Nelle ultime settimane l’associazione “ProVita” ha mandato una diffida alle scuole del Paese che hanno adottato nel loro regolamento interno la cosidetta “Carriera Alias”, uno strumento pensato per tutelare le giovani persone trans dalle discriminazioni e prevenire la dispersione scolastica in questa fascia di popolazione studentesca.

Carriere Alias

Dichiara Marco Nimis, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Veneto: «Le Carriere Alias sono un primo passo verso una scuola e una società aperte, plurali che riconoscono e tutelano ogni soggettività presente al loro interno. È dal 2020 che nelle scuole del Veneto e d’Italia i Consigli di Istituto decidono di contrastare le discriminazioni transfobiche all’interno degli ambiente educativi, ora non possiamo permetterci che questo lavoro subisca una battuta d’arresto a causa degli attacchi privi di alcun fondamento giuridico di gruppi che remano contro i diritti civili». Quest’azione ha provocato lo sdegno di numerosissimi studenti e studentesse in tutte le città della regione, specialmente in coloro che hanno avuto modo di vedere come la Carriera Alias abbia influito positivamente nelle loro scuole. A tal proposito Sophie Volpato, rappresentante di istituto del Liceo “Alvise Cornaro” di Padova afferma: «La scuola deve essere un ambiente inclusivo. Gli studenti devono sentirsi al sicuro e accettati in luoghi dove trascorreranno la maggior parte del loro tempo, dove avranno modo di relazionarsi, luoghi che sono importanti per la loro formazione. La carriera alias garantisce a noi di sentirci accolti. Dopo anni di lotta per l’approvazione non accettiamo che associazioni ultraconservatrici ci tolgano i nostri diritti in quanto studenti che esigono di essere tutelati anche nel rispetto del genere con cui ci identifichiamo». Anche a Verona gli studenti non pensano di rimanere in silenzio di fronte a questo attacco contrario a ogni logica di umanità e buon senso: «Qui al Maffei conclude Guglielmo Colombo, rappresentante d'istituto del liceo -.siamo fieri di aver creato un ambiente in cui l’identità di genere non è un tabù e in cui ogni studente possa crescere, definirsi e maturare in una scuola che gli permetta di esprimere serenamente e apertamente se stesso. La carriera alias non incide sui dati anagrafici della persona, è relativa unicamente al contesto sociale scolastico in cui passiamo ore della nostra giornata, a cui dedichiamo tempo ed energia della nostra quotidianità. Ora finalmente tutti lo possono fare riconosciuti con il nome che sentono appartenergli. La scuola non farà un passo indietro rispetto alla posizione che ha preso».

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