Domenica, 21 Luglio 2024
Attualità Casalserugo

Il sorriso di Francesco Tortorelli, nove anni, vivrà in eterno

Quattro anni fa la scoperta di un male incurabile, ma il giovane alunno della scuola Aldo Moro di Albignasego ha sempre onorato la sua esistenza con il sorriso, con l'amore e la voglia di stare insieme ai suoi amichetti

L'otto marzo avrebbe compiuto 10 anni. Francesco Tortorelli questo traguardo non riuscirà a tagliarlo. E' volato in cielo dopo che per quattro anni, gli ultimi della sua vita, ha convissuto con un tumore che alla fine non gli ha dato scampo. Il piccolo studente lascia nel dolore mamma Sonia Negrisolo e papà Giuseppe Tortorelli e tutti coloro che nella sua breve vita hanno avuto la fortuna di incrociarlo, apprezzarlo e conoscere. Verrà salutato per l'ultima volta martedì 28 febbraio alle 15,30 nella parrocchiale di Casalserugo dove è previsto il funerale e dove il piccolo alunno viveva.

Uno studente modello

Francesco frequentava la quarta elementare dell'istituto Aldo Moro di San Giacomo ad Albignasego. Sin dal primo anno di scuola i primi segnali della malattia. Lui, Francesco, ha vissuto tutto questo periodo con un'eleganza, una maturità e una dignità, fuori dal normale. Era lui che dava forza ai suoi compagni di classe, era lui che rincuorava le maestre che sapevano della patologia e faticavano a trattenere le lacrime. Il bambino amava la vita, aveva un sorriso coinvolgente, adorava la scuola e voleva crescere anche nelle sue conoscenze. Il suo sogno era diventare uno scrittore. Adorava il calcio, tifava Juventus e voleva diventare un portiere. Il suo colore preferito è sempre stato il verde. A tavola non potevano mai mancare il salame e la gorgonzola. La sua bevanda preferita era la spremuta d'arancia con un cucchiaio di miele dentro. 

Le maestre hanno detto di lui

In un momento così delicato, per ovvi motivi mamma e papà hanno preferito chiudersi nel loro silenzio e nel loro dolore. Consapevoli dell'amore che il loro Francesco era in grado di dare al prossimo, hanno dato il permesso agli insegnanti di raccontare chi fosse il loro gioiello di appena nove anni, ma con un cervello già di un ragazzo adulto. E quello che è emerso fa stringere il cuore ed emoziona. «Francesco è stato il nostro maestro - hanno raccontato - era il collante della classe, trasmetteva speranza, ci tranquillizzava. Anche nei momenti più difficili della malattia ci ha dato la forza. Un bambino d'altri tempi, una di quelle figure che rimarranno per sempre indelebili nei cuori di chi ha avuto la fortuna anche solo una volta di parlargli».

Una festa

Per volontà di mamma e papà il giorno del funerale non dovrà essere un momento straziante, bensì una grande festa, un momento da dedicare a Francesco. «Lui avrebbe voluto così - hanno detto i suoi affetti più cari - la sua forza d'animo, il suo coraggio di affrontare situazioni estreme dovrà essere la nostra forza per andare avanti. Saremo in tanti a salutarlo e lo onoreremo giorno per giorno. Quanto è stato in grado di insegnarci, nessuno potrà mai scordarlo. Ha avuto due genitori meravigliosi che l'hanno accompagnato nel suo percorso, che Francesco l'hanno sognato e atteso per tanto tempo. Tutto questo non può svanire con la morte e dovrà rimanere in eterno nei nostri cuori».

La poesia

Francesco e i suoi compagni di classe hanno scritto un piccolo libro di poesie che lascia senza fiato per la bellezza delle parole utilizzate da giovani creature. Francesco con poche parole aveva voluto dedicare tutto il suo amore alla classe con emozioni vere, genuine. Un vero e proprio testamento di inaudita bellezza che accompagnerà i suoi amichetti per sempre. «Questa classe è un sole - recita il suo scritto - che splende e arde ma ci sono cose che fanno sprofondare il sole in un baratro profondo. Se tutti sian felici però, il sole esce dalla nuvola e ritorna al suo lavoro di sovrano del cielo. La felicità deve regnare in questa classe, la rabbia è da buttare».

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