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«Servono interventi immediati per scongiurare nuove stragi»: l'appello dei sindacati dei pensionati

I sindacati dei pensionati del Veneto Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil tornano a lanciare l’allarme sulle case di riposo per scongiurare che riaccada ciò che è successo nei primi mesi di diffusione del virus

«La Regione non può più perdere tempo con annunci e promesse vane sulle case di riposo. Questo è il momento di agire, è finito il tempo degli spot. Va rafforzata subito la presenza di personale sanitario e assistenziale affinché gli ospiti siano seguiti al meglio, e affinché questi anziani non si ritrovino di nuovo chiusi senza l’affetto dei familiari all’interno delle strutture in questi momenti di rinnovata emergenza epidemiologica»: i sindacati dei pensionati del Veneto Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil tornano a lanciare l’allarme sulle case di riposo per scongiurare che riaccada ciò che è successo nei primi mesi di diffusione del virus, quando più di 800 ospiti sono deceduti in totale solitudine.

Allarme

Un allarme giustificato dal fatto che la Regione annuncia interventi, ma non è trasparente sulla loro attuazione. Prendiamo i test rapidi per i visitatori nelle case di riposo, che dovevano cominciare il 12 ottobre: «A quanto ci risulta questa procedura non è ancora operativa in tutte le strutture, ma intanto è servita al presidente Zaia per avere i soliti titoli a caratteri cubitali sui giornali. Non è più il momento della propaganda, la campagna elettorale è finita», commentano Elena Di Gregorio (Spi Cgil), Vanna Giantin (Fnp Cisl) e Fabio Osti (Uilp Uil)». Non solo, ancora dalle segnalazioni che arrivano ai sindacati, ci sono Rsa che in questi mesi non si sono attrezzate per affrontare la temuta seconda ondata: «Ci sono strutture che non garantiscono i percorsi di isolamento per prevenire la diffusione del virus, che non hanno dispositivi di sicurezza in quantità sufficiente, che non si sono organizzate per consentire le visite dei famigliari: se a febbraio eravamo impreparati, ora non ci sono più alibi e la Regione ha la responsabilità di quanto avviene dentro le strutture per anziani». Per Spi, Fnp e Uilp la comunicazione tra ospiti e familiari deve essere una priorità, anche utilizzando supporti tecnologici, perché le relazioni affettive sono indispensabili per l’esistenza delle persone anziane e dei loro familiari.

Appello

Secondo Spi, Fnp e Uilp, non c’è più tempo da perdere: non possiamo permettere una nuova ecatombe. Infatti, nel trimestre marzo-aprile-maggio 2020, sono aumentati del 23% le morti di anziani veneti ultrasettantacinquenni rispetto allo stesso periodo del 2019. Un vero e proprio dramma che non possiamo dimenticare. «La Regione intervenga subito in modo urgente, strutturato e soprattutto trasparente», concludono i sindacati, «non vogliamo ritrovarci ancora una volta a contare i morti fra i nostri anziani. Palazzo Balbi ci ascolti pima che sia troppo tardi».

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