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Casetta Berta, ufficializzata la revoca dei locali di via Duprè

Firmata oggi 13 luglio la determina che certifica l'annullamento dell'assegnazione come già annunciato. L'amministrazione spera di trovare una soluzione attraverso nuovi bandi. All'epoca la Lega era insorta

Lo sgombero del 2019

Ora è ufficiale: Casetta Berta non entrerà mai nei locali di via Duprè. L'amministrazione ha revocato con una determina dirigenziale in autotutela la decisione di affidare all'associazione una sede comunale all'Arcella. L'associazione in realtà non era mai entrata in possesso degli spazi, revocati dopo le polemiche sorte anche all'interno della stessa maggioranza. Oltre alle prevedibili accuse provenienti invece dal centrodestra. Revoca avvenuta però per un vizio contenuto nella delibera che autorizzava la concessione in condivisione ai militanti di Casetta Berta.

La storia

Il discrimine per cui i volontari erano finiti nell'occhio del ciclone risale a settembre 2019, quando vengono sgomberati dalla sede di via Cardinal Callegari che avevano occupato alcuni mesi prima per svolgere le loro attività di volontariato per bambini e anziani. Quando poi il sindaco Sergio Giordani aveva concesso loro (a marzo) una sede nello stesso quartiere, evidenziando anche la bontà del loro operato, contro la giunta si era scatenato un duro attacco. Oltre ai leghisti, sia il Pd che i centristi avevano infatti criticato la scelta, determinando poi una ulteriore analisi e il passo indietro. Passo indietro che era già stato annunciato a maggio, ma che ufficialmente è avvenuto oggi 13 luglio con un provvedimento ufficiale di revoca. All'epoca la spiegazione della retromarcia l'aveva data l'assessora al sociale Marta Nalin, che più di tutti era stata attaccata: «Siamo convinti che gli attivisti di Casetta Berta abbiano svolto in questi anni un lavoro importante, offrendo servizi di qualità e un presidio culturale e sociale importante per il quartiere. Riteniamo strategico e giusto che quel lavoro possa proseguire invia Duprè. Proprio per questo, preso atto della decisione tecnica degli uffici di ritirare la determina con cui si stipulava la convenzione, la nostra scelta politica è di rilanciare mettendo a disposizione più spazi nei territori, perché siano presidi animati dalle associazioni del territorio in collaborazione con i servizi comunali offerti dai centri di animazione territoriale».

Gli attivisti

Nonostante gli incontri formali e informali apparentemente pacifici tra Nalin e gli attivisti, proprio da Casetta Berta era arrivato lo smacco maggiore: «Questa goffa retromarcia dell'amministrazione è l'ennesima dimostrazione che gli spazi per fare solidarietà, mutualismo e politica, se non hai i milioni e interessi economici alle spalle, sono strettissimi. Avevano l'occasione di fare qualcosa di sinistra».

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