Caso Tiveron, l'ex direttore di medicina legale a processo. Ruzzante: «Inaccettabile il silenzio di Zaia»

«Il silenzio tombale del presidente della Regione è un messaggio inaccettabile nei confronti dei familiari di Tiveron. L'atteggiamento deve essere un altro, una famiglia colpita da un lutto deve avere le istituzioni al proprio fianco»

La vicenda dell’autopsia di Cesare Tiveron, 73enne investito in scooter e ucciso dall’autoblu del dirigente generale della sanità veneta Domenico Mantoan nel 2016 ha portato al rinvio a giudizio per il professor Massimo Montisci, ex direttore della medicina legale di Padova e il dottor Giacomo Miazzo, medico del 118. Sono accusati di frode processuale penale e depistaggio, favoreggiamento personale, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e truffa aggravata. 

Politica e giustizia

Piero Ruzzante (Articolo Uno), primo firmatario nella passata legislatura regionale di cinque interrogazioni relative ai fatti della Medicina legale di Padova, ha commentato senza tanti giri di parole questo nuovo passaggio di una vicenda lunga e molto dolorosa per la famiglia della vittima: «Dopo il rinvio a giudizio dell'ex direttore dell'Istituto di Medicina legale di Padova, nell'ambito del caso Tiveron con la perizia manomessa, mi domando perché la Regione non sia mai intervenuta in via cautelativa per la tutela delle istituzioni e per i diritti di Cesare Tiveron morto nell'incidente stradale del settembre 2016 quando fu travolto da un'auto blu della Regione con a bordo il direttore generale della sanità veneta. In altri casi la Regione ha scelto di intervenire, in questo caso non l'ha fatto e mi chiedo ancora perché, nonostante la circostanza delicatissima che ha visto il direttore di una medicina legale coinvolto in tre diverse inchieste giudiziarie e nonostante le ripetute richieste da parte dell'opposizione. Nella passata legislatura l'ho chiesto più volte a Zaia, che ha sempre risposto: attendiamo la conclusione delle indagini». Infine Ruzzante mette in chiaro un principio: «Ora Montisci viene rinviato a giudizio, dopo che a giugno si è autosospeso da direttore della Medicina legale. Da parte nostra c'è la massima fiducia nei confronti della magistratura, però è chiaro che il silenzio tombale del presidente della Regione è un messaggio inaccettabile nei confronti dei familiari di Tiveron. L'atteggiamento deve essere un altro, una famiglia colpita da un lutto deve avere le istituzioni al proprio fianco». .

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