Una serata emozionante: TEDxPadova e Csv Padova insieme al Castello Carrarese

Oltre 350 persone si sono riunite al Castello Carrarese, sotto il cielo stellato in una calda sera d’estate e con una suggestiva Specola illuminata di rosso, per ascoltare gli emozionanti racconti e le testimonianze di chi dona e di chi riceve

Foto di gruppo al termine della serata

TEDxPadova in collaborazione con il CSV Provinciale di Padova ha presentato al Castello Carrarese una edizione straordinaria dedicata al mondo del volontariato dal titolo "Come l’acqua".

TEDxPadova

La serata è stata aperta da Carlo Pasqualetto, licensee TEDxPadova, ed Emanuele Alecci, Presidente Centro Servizi Volontariato Padova, che insieme hanno sottolineato lo spirito e l’importanza di collaborare. Non a caso, infatti, lo stesso Carlo Pasqualetto ha invitato il pubblico a donare simbolicamente la bag a marchio TEDxPadova ricevuta, solitamente ricca di gadget ma questa volta completamente vuota, dicendo: «Riempitela con la spesa, con degli abiti o con un libro e fate in modo che la vostra borsetta vuota diventi piena di qualsiasi cosa che possa servire agli altri».

Testimonianze

Durante la serata, in canonico stile TED, si sono alternati sul bollino rosso:

  • Patrizia Tolot - Presidente Vite Vere Down Dadi e madre di un ragazzo affetto da sindrome Down, che ci ha insegnato l’importanza di non autocommiserarsi, ma di costruire affinché queste persone possano accedere a una vita “normale”, possano avere la loro autonomia.
  • Patrizia Zantedeschi - Presidente Centro Veneto Progetti Donna, ha raccontato di come il centro antiviolenza abbia accolto e aiutato nel corso dei suoi 30 anni di attività migliaia di donne e di bambini. Donne di tutte le età e di qualsiasi fascia sociale, vittime di episodi di violenza principalmente tra le mura domestiche, nel luogo che più di tutti dovrebbe essere sinonimo di protezione per loro e per i loro figli.
  • Faed, la cui idea di migrare nasce da una passione sportiva, non da un bisogno economico. A 15 anni, all'insaputa dei genitori, partecipa in Marocco a una gara d'atletica, vincendola e dando così inizio al suo sogno. La sua passione lo porta a un lungo pellegrinaggio per l’Europa sino all’arrivo in Italia, a Padova. Qui inizia a frequentare il CUS, la sanatoria nel 2001 lo mette in regola, ma il lavoro lo costringe a “seppellire” il sogno sportivo. Oggi è sposato, ha due bambini e aiuta gli altri a lottare per i propri sogni. Faed inoltre ringrazia e ricorda commosso Tina Ciccarelli, scomparsa di recente.
  • Mamadou, fuggito a soli 17 anni dal Mali, dove ha visto l'orrore e incontrato la crudeltà degli uomini, durante la sua rotta migratoria ha anche incontrato inaspettati samaritani. La mamma e uno zio lo hanno aiutato a pagare il viaggio che lo ha portato in Italia, vendendo l'unica mucca che avevano e i vestiti. Dal 2013 lavora in cooperativa Solidarietà.
  • Youssef, arrivato dal Marocco come clandestino, lo è stato per 4 mesi fino alla sanatoria e dall’aprile del ‘90 lavora in regola. All'inizio è stata dura, racconta, faceva freddo nella casa in campagna di 4 stanze, dove affittava un posto letto e ci dormivamo in 45. Oggi si sente italiano, è italiano. Nessun rimpianto per il Marocco: è attivo in politica e fa parte dell'associazione Padovani nel mondo.
  • Imane, moglie di Youssef, che, andando contro tutto e tutti, anche contro gli ideali del marito, ha deciso di portare il velo perché sostiene che un pezzo di stoffa non copre né il cervello né l'identità delle persone che lo portano, ma cambia solo lo sguardo di chi guarda.
  • Aneto e la sua storia di raggiri: orfana di madre, a soli 11 anni deve affrontare la vita di strada e successivamente il carcere. A Padova viene aiutata dalla Caritas e dalla Cooperativa Solidarietà che le offre un lavoro. Ora Aneto sta aspettando la cittadinanza e con suo figlio guarda al futuro con fiducia.

Chiusura

L’incantevole e raffinata Lella Costa conquista il pubblico con due monologhi e chiude la serata con “Il pranzo di Babette” di Karen Blixen. Una storia sulla generosità e sulla condivisione, che ci insegna che la felicità può consistere nel donare tutto ciò che si possiede, perché “ogni artista non è mai povero”. L’orchestra Radiomondo, diretta da Maurizio Camardi e composta da artisti - cantanti e musicisti - di diverse nazionalità tra Africa, Europa e Centro/Sud America, ha intrattenuto piacevolmente il pubblico. La serata è stata magistralmente presentata da Francesca Trevisi, giornalista e Trainer di Public Speaking. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Padova, è stato inserito all’interno della rassegna Castello Festival 2020, kermesse estiva che propone con programma un ricco di concerti e spettacoli all'insegna della musica, del teatro e dell'intrattenimento, con il Patrocinio dell’Università degli Studi di Padova

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