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Lunedì, 3 Ottobre 2022
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Due Palazzi, la Cgil: «Mancanza di personale e difficoltà, la situazione è grave»

Il sindacato denuncia la grave carenza di personale tra la polizia penitenziaria e il fatto che al Due Palazzi arrivino detenuti con pena definitiva inferiore ai 7 anni o in attesa di giudizio, creando problemi

La situazione in carcere diventa sempre più complessa. A denunciarlo è la Fp Cgil: nell’organico della polizia penitenziaria mancherebbero 54 agenti. E con la pandemia le cose si sono aggravate.

Il carcere

«Oltre alla mancanza di personale di polizia penitenziaria si deve aggiungere anche il periodo di pandemia che ha colpito e colpisce sia il risicato personale di polizia che detenuti, seppur siano stati vaccinati – dicono Gianpietro Pegoraro e Alessandra Stivali, rispettivamente coordinatore regionale Fp Cgil Veneto per la polizia penitenziaria e segretaria provinciale Fp Cgil – Questa situazione ha ripercussioni negative sui diritti soggettivi di chi svolge il servizio di sicurezza. Le difficoltà maggiori il personale le deve affrontare quando si verificano casi di piantonamento ospedaliero di detenuti, che comporta in alcuni casi al fine di garantire il ricovero e la sicurezza della popolazione la soppressione di alcuni posti di servizio, maggior carico di lavoro e maggior responsabilità per chi rimane, in alcuni casi più estremi viene revocato il riposo settimanale al poliziotto. L'integrazione delle unità mancanti alla reclusione è bloccata da una Legge del 2015, Madia, che stabilisce a livello Distrettuale (Triveneto) un certo numero di unità oltre alle quali la dotazione organica risulta essere completa, nonostante che il numero dei detenuti risulta sia aumento. Ad aggravare poi la situazione della Casa di Reclusione di Padova è la mancata applicazione, da parte dell'amministrazione penitenziaria della legge in materia di differenziazione dei circuiti di sicurezza, associando anche detenuti o che non hanno pene definitive oltre i 7 anni o che ancora sono in attesa di giudizio. Detenuti questi seppur seguiti dal personale educativo e dai poliziotti creano non pochi problemi di varia natura, ad esempio hanno problemi psichiatrici oppure perchè extracomunitari ma non riescono a comunicare con il personale o che hanno paura di essere espulsi». La richiesta del sindacato è di rivedere la legge Madia e l’applicazione della norma riguardante i circuiti di differenziazione dei detenuti.

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